Ex Rapetti, alcune falde ancora inquinate. Verso una nuova conferenza di servizi a Castiglione

Il vice sindaco Andrea Dara fa il punto sull’area del vecchio stadio Cardone e dell’industria dismessa 


CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. La vicenda dello stadio Mario Cardone si arricchisce di un nuovo tassello e cioè la necessità di convocare una conferenza di servizi per capire lo stato dell'opera di una bonifica che, dal 2014 fino ad oggi, non ha dato i risultati sperati.

A commentare l'analisi dei dati dell’ultimo monitoraggio sui piezometri è il vicesindaco e deputato Andrea Dara, titolare anche della delega all’Ecologia e sicurezza. «Per quanto riguarda le falde in profondità c’è stato un miglioramento dei livelli sia per quanto riguarda la contaminazione del terreno del Cardone sia per il terreno dell’ex fabbrica che si trova accanto allo stadio; diversa invece la situazione per le falde superficiali. In questo secondo caso non ci sono stati miglioramenti».

La vicenda del Cardone e della relativa bonifica, necessaria al fine di poter alienare il campo, desiderio di tutte le amministrazioni castiglionesi che si sono susseguite negli anni Duemila, comincia nel il 18 gennaio del 2006 con una nota pervenuta al Comune dalla società Possion Grande srl con la quale si faceva presente che presso l’area industriale dismessa dell'ex Rubinetterie Rapetti c’erano alte concentrazioni di agenti inquinanti. Nel 2006, dunque, partono le varie indagini e nel 2007, il 21 febbraio, si arriva alla prima conferenza dei servizi e la proprietà provvede all’attivazione di un idoneo sistema di messa in sicurezza di emergenza delle acque sotterranee “mediante - si legge nella documentazione - un sistema di emungimento della falda con scarico in fognatura”.

Nel 2008 si tiene una nuova conferenza dei servizi, mentre dal 2009 al 2012 procede l’iter di valutazione dei rischi e nel 2013, il 14 febbraio, viene approvato il progetto di bonifica. Nel mentre, il 18 dicembre 2016, avviene l’incorporazione della società immobiliare Possion Grande srl da parte della società Tre Cappe srl, che diventa nuova proprietaria dell’area.

Nel 2014, infine, parte il primo rapporto di monitoraggio della bonifica; ne seguono un secondo e un terzo nel 2016. Sempre nel 2016, c'è l’atto di cessione dalla società Tre Cappe srl al socio Istituto diocesano per il sostentamento del clero che diventa il nuovo proprietario dell’area oggetto di bonifica.

«La Curia ha proseguito, a sue spese, questa attività di bonifica - spiega sempre lo stesso Dara - e ad oggi, però, ci troviamo con questi risultati che stupiscono tutti. Nessuno si aspettava, dato il tempo passato, di avere ancora livelli alti di presenza di agenti inquinanti».

Ed ecco la proposta dell'amministrazione guidata dal sindaco Enrico Volpi, «e cioè convocare una nuova conferenza di servizi per sederci tutti attorno a un tavolo e valutare con attenzione quanto fatto e cosa si può fare di meglio per accelerare il processo di bonifica. Dentro alla stessa ex area industriale, ad esempio, restano ancora elementi - vasche, bitti, cisterne - che serve capire se vadano rimosse».

Il Comune di Castiglione delle Stiviere ha da tempo l’intenzione di vendere il Cardone, per il quale ci sarebbero già acquirenti, ma serve che l’area sia bonificata, altrimenti non si potrebbe procedere con le pratiche di alienazione. 

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