Goito, protesta per i platani tagliati davanti alla chiesa

«Erano lì da sempre». Il Comune: «Le piante erano morte, le sostituiremo». Censiti 2.500 alberi, via al rimboschimento

GOITO

L’abbattimento dei platani di piazza Matteotti, lo slargo della basilica, fa scattare la protesta di alcuni cittadini che hanno chiesto lumi all’amministrazione. «Si trattava di alberature presenti da sempre, visibili anche in foto di oltre un secolo fa» ha scritto a nome dei cittadini il presidente dell’associazione culturale Goito on line Marco Dallabella al Comune. «Ci siamo confrontati con il parco del Mincio e l’ente forestale regionale, prima di procedere - spiega l’assessore all'Ambiente Matteo Biancardi -. Purtroppo siamo stati obbligati al taglio perché erano piante colpite dal cancro dei platani. Ne ripianteremo altri 4, in una zona diversa della piazza per evitare il contagio delle radici».


L’abbattimento selettivo fa parte di un complesso piano di monitoraggio che ha permesso al Comune di censire(età, altezza, stato di salute) 2.500 alberi dell’area cittadina. Una vero e proprio bosco che, come tale, necessita di manutenzioni e cure. «Abbiamo appena investito 15mila euro in potature - prosegue Biancardi -. Negli ultimi due anni abbiamo speso 140mila euro per la cura del verde. Il nostro piano prevede anche 35 abbattimenti di piante morte e pericolose. Anche alla luce delle modifiche climatiche con eventi eccezionali sempre più frequenti. Dobbiamo tutelare pedoni e automobilisti assieme alle stesse piante». Un equilibrio delicato che ha permesso, ad esempio, il salvataggio dei platani secolari (risalgono alle battaglie risorgimentali del 1848) di piazza Sordello e che farà investire al Comune 55mila euro quest’anno, dei quali 9mila in nuove piantumazioni, alle quali si aggiungono quelle dell'urbanizzazione Dogana Nuova (35mila euro) che farà crescere il tasso di imboschimento. «Siamo convinti che il verde sia essenziale nelle aree urbane per migliorare suolo, aria vivibilità - conclude l’assessore -. E noi lavoriamo alla tutela del verde attraverso una riforestazione responsabile e controllate. Che, purtroppo, a volte prevede anche i tagli».

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