Mantova, alle medie seconde e terze a casa da lunedì 18. I presidi: «Siamo pronti»

La Lombardia è stata indicata “zona rossa” e sono scattate le restrizioni più severe che riguardano anche le lezioni degli studenti più grandi. E a Castellucchio scatta la protesta dei genitori

MANTOVA. Da lunedì 18 gennaio, con la zona rossa, tornano alla didattica a distanza anche le seconde e le terze classi delle scuole secondarie di primo grado (le medie). Gli studenti seguiranno, dunque, il destino dei colleghi più grandi delle superiori, a casa ormai da tre mesi.

«Noi siamo pronti – dice Antonella Daoglio, dirigente dell’istituto comprensivo Mantova 2 che tra le sue scuole annovera la media Sacchi – già all’inizio dell’anno avevamo fatto un regolamento per la didattica a distanza in previsione di una sospensione delle lezioni in presenza, ma nell’applicazione bisogna essere sempre attenti a ciò che dice il Dpcm».

Quello del 3 novembre scorso che aveva mandato gli studenti a casa a seguire le lezioni aveva già costituito un banco di prova per la Sacchi. «Applicheremo lo stesso schema – dice la preside – ho subito avvisato i genitori di non portare a scuola i ragazzi di seconda e terza media. Verranno solo quelli delle prime e i ragazzi Bes, che hanno bisogni educativi speciali (i diversamente abili, ndr.), sempre che le famiglie non preferiscano tenerli a casa. I docenti verranno tutti a scuola e da qui terranno le loro lezioni a distanza». La nuova riorganizzazione «comporta disagi per tutti – sottolinea la preside – Il problema è farla in tempi stretti e con indicazioni non sempre chiare».

Anche all’istituto comprensivo di Pomponesco verrà ripreso il vecchio modello: «Abbiamo introdotto piccoli accorgimenti – dice la dirigente Sandra Sogliani – A scuola oltre ai ragazzi con bisogni educativi speciali verranno anche i figli degli operatori sanitari, ma da noi sono pochi. I docenti faranno lezione a distanza stando un po’ a scuola e un po’ a casa: non abbiamo, infatti, la connessione per sostenere la Dad per tutti da scuola. Qui verranno quei professori di seconda e terza che insegnano anche alle prime, regolarmente presenti». Sogliani è anche rappresentante dell’ambito 20, che raggruppa tutte le scuole della zona sud, da Ostiglia a Viadana: «Eravamo pronti per garantire la presenza del 50% degli studenti delle superiori, con la possibilità di decidere se fare o meno un secondo turno, ma è saltato tutto».

«Adesso basta. I nostri figli non sono marionette». Questo lo sfogo di alcuni genitori di Castellucchio che domenica pomeriggio si sono dati appuntamento davanti all’ingresso delle scuole per protestare contro le decisioni del governo. Nel mirino la chiusura delle aule frequentate dai ragazzini di seconda e terza media che da oggi tornano alla didattica a distanza. «Siamo stanchi di questa situazione precaria» si lamentano i genitori. Per manifestare il proprio dissenso alcune mamme hanno appeso dinanzi all’ingresso delle scuole degli zainetti e degli striscioni, su cui campeggiano gli slogan “Scuola in confusione, futuro in distruzione” e “Ci avete tolto tutto!”.

Al fianco dei genitori ribelli si schiera l’assessore all’istruzione Rita Dallolio, che ieri ha scritto sulla propria pagina Facebook: «Non ha senso che gli studenti di seconda e terza media stiano a casa. La scuola è in sicurezza. I trasporti sono in sicurezza. Politici sveglia. A livello regionale e centrale vanno trovate soluzioni per restituire presente e futuro ai nostri ragazzi. A livello locale ci siamo riusciti, ma voi ci tarpate le ali».

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