Mantova, le operaie a soci e ministero: «Un milione per la Corneliani»

Le Rsu dell'azienda: «Proprietà e Mise devono garantire la continuità produttiva almeno per il prossimo mese». Intanto chiedono un incontro urgente all'ad Brandazza prima del consiglio di amministrazione di mercoledì. Oggi riprende la mobilitazione 

MANTOVA. «Un milione per la Corneliani»: riparte da qui stamattina (18 gennaio) la mobilitazione responsabile dei cinquecento dipendenti Corneliani. A fare i conti sono le Rsu che sabato 16 hanno chiesto un incontro urgente con l’ad Brandazza da tenersi prima del cda di mercoledì (20 gennaio). Un milione, spiegano, è quanto serve per salvare il mercato della casa di moda mettendo in sicurezza la continuità produttiva per almeno il prossimo mese «e tocca a proprietà e Mise garantirla».

UN MESE AL TRAGUARDO


L’auto che rischia di rimanere senza benzina a pochi metri dal traguardo: è un’immagine che in questi giorni ricorre spesso nei discorsi ai cancelli di via Panizza 5. Il traguardo è sempre quello, lo stesso della scorsa estate: la messa in sicurezza del mercato della Corneliani. Tra oggi (18 gennaio) e venerdì 22 in fabbrica verrà completato il campionario autunno-inverno 2021 e con le prossime due settimane mille mani esperte termineranno di cucire, stirare e confezionare la collezione per la primavera-estate che di lì a qualche giorno sarà spedita nei negozi.

E poi c’è il futuro: l’inizio delle vendite dal 25 con la presentazione da parte dei venditori del campionario appena concluso ai clienti che ancora credono e vogliono investire nelle giacche “più belle del mondo” made in Mantova. Un mese, forse qualche giorno in più, per garantire la raccolta ordini fino in fondo, è quanto manca per tagliare il traguardo. E i calcoli su quanto costi la benzina per questo ultimo breve ma fondamentale pezzo di strada li hanno già fatti i rappresentanti sindacali dell’azienda: «Serve un milione di euro a garanzia di una continuità produttiva essenziale per blindare il presente e il futuro della casa di moda».

LE RSU A SOCI E MISE: SERVE UN MILIONE

Il punto ora è: dove trovare questo milione di euro? Le idee anche in questo caso sono chiare da giorni, almeno dalla conferenza stampa di una settimana fa nella sala del consiglio comunale insieme al sindaco Palazzi: «Tocca ai soci e al ministero dello sviluppo economico». Del resto, si chiedono le lavoratici, «come si fa a non trovare un milione di euro proprio ora, con i dieci che ci devono ancora arrivare dal Mise?». E «come è possibile che gli impegni di questi mesi dei soci, partendo dalle garanzie date in prefettura durante la sottoscrizione dell’accordo del 21 luglio, non si concretizzino finalmente in investimenti?».

La sostanza è che basta un milione per salvarne diversi altri e tagliare il traguardo. La sostanza è che ancora una volta l’appello alla responsabilità parte dalle lavoratrici che sanno bene cosa spetterà loro da qui a qualche giorno: come è stato tra ottobre e novembre, almeno un mese e mezzo di cassa integrazione a zero ore a fabbrica chiusa, perché il calo del settore causa pandemia non può garantire, come tutti gli anni, un “aggancio” produttivo tra una stagione e l’altra.

SETTIMANA DECISIVA: LE DECISIONI DI CDA E TRIBUNALE

Sulla sfondo rimane la decisione del tribunale che, sentito il parere del commissario giudiziale, dovrebbe esprimersi nella serata di giovedì 21: in ballo c’è la proroga per il deposito del piano concordatario e quindi la possibilità di estendere il concordato in bianco fino a ulteriori tre mesi. Tre mesi che nelle scorse settimane il patron di BasicNet Marco Boglione ha definito indispensabili per terminare le verifiche necessarie ad avanzare un’offerta e rilevare l’azienda. Mercoledì 20 inoltre è previsto il consiglio di amministrazione della società che, inizialmente in agenda per il 13 gennaio, è stato rinviato di una settimana e le Rsu già sabato hanno chiesto un nuovo incontro urgente con l’amministratore delegato Giorgio Brandazza per capire di cosa si parlerà e a che punto è la ricerca del milione.

RIPRENDE LA MOBILITAZIONE

Con l’onda rossa che da oggi (18 gennaio) riprende la mobilitazione continuando con senso di responsabilità a fare la sua parte per garantire la produzione, la settimana che si apre sembra dunque quella decisiva per la vertenza. In gioco c’è il futuro di una delle aziende più importanti della storia industriale del nostro territorio, ma soprattutto quello di 500 famiglie mantovane appese in queste ore alle decisioni di ministero, cda e tribunale.


 

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