Mantova e il ritorno in zona rossa: domenica con poca gente frettolosa e tanta voglia di normalità

In giro per la città nel primo giorno in cui sono entrati in vigore i nuovi provvedimenti restrittivi

MANTOVA. Una città immersa nel silenzio, con vie e piazze del centro semi deserte. La prima domenica in zona rossa per Mantova trascorre nel segno della più assoluta tranquillità. Non solo i weekend pre Covid, ma le stesse domeniche in zona gialla di dicembre sembrano lontane anni luce. In mattinata maggiore movimento, ma sempre in misura modesta. Qualche genitore con i figli sulla scalinata della Rotonda di San Lorenzo, famiglie che entrano o escono da messa, qualcuno che si sgranchisce le gambe portando a spasso il cane.

Assembramenti non pervenuti.

Certo, non manca chi si ferma a scambiare due chiacchiere con qualche conoscente, ma le mascherine sono indossate correttamente e le distanze rispettate. I negozi sono chiusi. Le indicazioni di saldi, sconti e promozioni che affollano le vetrine spente suonano beffarde. In molti casi sulle vetrine stesse sono riapparsi, sempre che fossero scomparsi nei giorni scorsi, cartelli con numeri di telefono, indirizzi mail, pagine Facebook grazie ai quali contattare il negoziante, consultare online i capi in vendita, chiedere consigli. Un salvagente al quale le attività commerciali provano ad aggrapparsi disperatamente per sopravvivere alla tempesta. Qualche bar ha alzato la saracinesca, ma con il solo asporto gli affari sono magri. Qualche caffè e poco più. Si ordina, si paga e ci si allontana.



C'è poi chi passeggia, guardandosi intorno quasi sperduto, tra le piazze Marconi, Mantegna ed Erbe. E chi, in tenuta da runner, abbozza una corsetta. Basta, però, svoltare per una delle vie vicine per ritrovarsi in totale solitudine. Le forze dell'ordine osservano e controllano. Una presenza visibile ma discreta. All'ora di pranzo la città si svuota del tutto. Ci si avvia lentamente verso casa, magari con il giornale sotto braccio o la borsa della spesa. E davvero poco cambia nel pomeriggio, quando lo scenario arriva a ricordare gli scorci del primo lockdown. Un panorama quasi spettrale, con i mantovani rispettosi in pieno delle nuove norme. Davvero difficile incrociare qualche passante nelle ore centrali del pomeriggio. Comprensibili d'altronde le motivazioni.

Tra saracinesche abbassate, divieto di spostamento tra Comuni e clima rigido, una "vasca" in centro non è di sicuro parsa a molti la soluzione ottimale per trascorrere il pomeriggio festivo. Ed è così il silenzio l'elemento principale in una Mantova "Bella addormentata" per decreto.

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