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Dalla ditta mantovana Wsr la luce ultravioletta per bonificare gli ambienti

L'azienda ha deciso di donarne un modello alla cooperativa La Quercia di Roverbella per rendere più sicuro il laboratorio occupazionale  

CURTATONE. Da tempo, uno studio multidisciplinare dell’Università statale di Milano ha dimostrato che la luce ultravioletta a onde corte (Uvc) ha un’ottima efficacia nel neutralizzare il coronavirus Sars Cov-2.

Ora la Water & Soils Remediation (Wsr) di Curtatone, leader nelle bonifiche ambientali, ha messo a punto un dispositivo che sfrutta queste proprietà per disinfettare in continuo gli ambienti, sanificandoli anche in presenza di persone senza creare pericoli per la salute.


«Il nostro dispositivo è già in fase di produzione e di vendita - spiega il direttore commerciale di Wsr, StefanoArmanini - e lo stiamo brevettando. Si basa sulla capacità dei raggi Uvc di rompere il Dna e l’Rna dei virus, anche a dosi molto piccole, uccidendoli. E il nostro prodotto, purificando solo l’aria in modo controllato e chiuso, può essere usato anche in presenza di persone».

In sostanza il dispositivo Uvat (Ultra Violet Air Tunnel) aspira l’aria di un ambiente chiuso e la fa passare sotto un raggio ultravioletto in grado di uccidere germi e virus.

«L’irradiazione distrugge i legami molecolari e inattiva gli agenti patogeni - spiega Armanini -. Contrariamente alle lampade, per le quali le persone non devono essere presenti, perché ne riceverebbero sicuramente un danno, il nostro sistema funziona con le persone presenti, perché l’irraggiamento avviene in camera protetta dentro al dispositivo».

Il ricambio d’aria garantito è di 10 cicli all’ora. La purificazione effettuata con questo metodo consente quindi di abbattere di dieci volte le cariche virali eventualmente presenti nell’aria. Riducendo in modo proporzionale anche la possibilità di ammalarsi per germi e cariche virali diverse, come ad esempio il caso più classico dell’influenza stagionale, «visto che viene inattivato il 99,99% dei virus ad ogni ricambio» aggiunge Armanini per chiarire meglio.

In sostanza, si potrà stare a finestre chiuse in ambienti con persone evitando la tipica concentrazione dei virus che accade quando è presente un soggetto contagiato che disperde i virus nell’ambiente attraverso il proprio respiro.

Conscia dell’importanza del proprio dispositivo, l’azienda di Curtatone ha deciso di donare un proprio modello alla cooperativa La Quercia di Roverbella. «Potranno installarlo nel laboratorio occupazionale per permettere di poter svolgere l’importante attività di sostegno alle persone fragili» conclude Armanini.






 

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