Mantova, in uscita la moneta complementare: si chiamerà “bèssi”

Un aiuto all’economia per riprendere fiato nel capoluogo e nei Comuni della cintura fiaccati dalla pandemia. A proporre la moneta è l’associazione Grande Mantova che oggi ha avviato la campagna di adesioni

MANTOVA. Una moneta complementare per aiutare l’economia a riprendere fiato nel capoluogo e nei Comuni della cintura fiaccati dalla pandemia. A proporla l’associazione Grande Mantova che oggi avvierà la campagna di adesioni. Già pronte le monete, che assumeranno il nome di bèssi (i soldi in dialetto mantovano) e saranno stampate a cura dell’associazione Ama. Cosa sono le monete complementari? Si tratta di strumenti di pagamento attraverso cui è possibile scambiare beni e servizi senza usare euro e privarsi di denaro in questo momento delicato. Si basano su accordi riconosciuti dalla rete degli aderenti. In Italia esistono già monete complementari fra le quali il Sardex, in circolazione dal 2013, che nel 2020 ha generato scambi per 130mila euro.

La proposta di una rete di scambio dei bèssi è stata fatta dall’associazione Grande Mantova. È previsto che la moneta complementare circoli in sette comuni (Mantova, Bagnolo San Vito, Borgo Virgilio, Curtatone, Porto Mantovano, Roncoferraro e San Giorgio Bigarello), un’area che, con 120mila abitanti, rappresenta un quarto della popolazione provinciale. Il taglio previsto della cartamoneta è da mezzo, uno, due, cinque, dieci, venti e cinquanta bèssi garantiti da codici di lettura Qr. «La “Rete dei bèssi” – spiega il referente dell'associazione Grande Mantova, Gabriele Annaloro – sarà costituita da cittadini, imprese, professionisti, associazioni, enti pubblici e privati che potranno utilizzare i bèssi per pagare l’acquisto di beni e di servizi con una moneta che circolerà in parallelo a quella legale degli euro».


I vantaggi del progetto monetario? «La produzione di ricchezza rimane in territorio mantovano, perché vale per i soli aderenti della Grande Mantova – spiega Annaloro – le imprese locali saranno più competitive rispetto alla grande distribuzione organizzata non dovendo usare euro; si sosterranno di più le filiere corte e a chilometro zero. Alla fine ci sarà un aumento del potere di acquisto dei cittadini residenti e della loro identità culturale».

La campagna di adesione alla ‘Rete dei bèssi’ inizierà con il contatto dei cittadini, delle imprese (commercianti, artigiani e liberi professionisti) e associazioni con sede nel Comune di Mantova alle quali saranno fornite informazioni dettagliate sul progetto (saranno accessibili anche nella pagina facebook “I bèssi, la moneta complementare della Grande Mantova”) quindi partirà la richiesta di sottoscrizione della carta dei valori e il versamento della quota sociale con cui si pagheranno i costi dell’operazione. —


 

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