Spese elettorali senza grandi cifre a Mantova. Ma spiccano Palazzi e il suo rivale Rossi

Il primo ha investito circa 41mila euro, il secondo 25mila. Pubblicati i redditi di assessori e consiglierii: i “paperoni” sono Rebecchi, Martinelli e la Cappellari



MANTOVA. Mattia Palazzi, per essere rieletto sindaco di Mantova, durante l’ultima campagna elettorale ha speso 40.838,69 euro. Il suo rivale Stefano Rossi, rappresentante della coalizione di centrodestra, ha investito 25mila euro, ma gli è servito solo per ottenere un seggio in consiglio comunale. Stesso risultato per Gloria Costani, candidata sindaco di Salute ambiente e futuro e del Movimento Cinque Stelle: per lei «solo» una spesa di 5.937,69 euro per la propaganda elettorale. È quanto si evince dal sito del Comune di Mantova dove sono stati pubblicati i redditi e le spese elettorali dei 32 consiglieri comunali eletti nel settembre 2020 e della nuova giunta.


Per tutti gli altri quattro candidati sindaci esclusi dal consiglio perché non hanno raggiunto il quorum di voti, così come per tutte le liste, per il momento restano disponibili solo i preventivi di spesa.

Va ricordato che tutti i nove assessori scelti dal sindaco erano in lista con le rispettive formazioni politiche. Tutti, quindi, hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale investendo anche risorse (in verità poche). A spendere di più per manifesti, incontri elettorali e pubblicità varia, dopo Palazzi, è stato l’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli (Pd) con 2.208,20 euro. Lo seguono, in questa ideale classifica, il collega al welfare, Andrea Caprini (lista Palazzi 2020) e il vicesindaco Giovanni Buvoli (Pd) rispettivamente con mille e 700 euro.

Il presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti per essere rieletto consigliere con il Pd ha speso 104,02 euro. Chi ha speso meno di tutti è stata Alessandra Riccadonna (politiche giovanili e biblioteche) di Sinistra italiana, appena 83 euro. Lei e Serena Pedrazzoli all’istruzione (solo cento gli euro spesi in campagna elettorale come candidata nella lista Palazzi 2020) sono le new entry della giunta rispetto alla precedente.

Con le spese elettorale ogni assessore e ognuno dei 32 consiglieri comunali eletti hanno dovuto indicare, per motivi di trasparenza, anche i redditi 2019 e tutte le proprietà (immobili, auto, eccetera) a loro intestati.

Il sindaco Palazzi, dipendente Arci in aspettativa, risulta avere un reddito di 61.678 euro ed essere proprietario di un’abitazione a Mantova e a metà di una seconda casa a Corniglio (Parma), più un terreno seminativo, sempre a metà, nella stessa località. L’assessore “paperone” è Iacopo Rebecchi (Lista Palazzi 2020, 103,14 gli euro spesi per la campagna elettorale), titolare di uno studio legale a Mantova, che ha denunciato 131.380 euro, più una serie di immobili di cui è proprietario.

Dietro c’è il collega ai lavori pubblici Nicola Martinelli, farmacista, con 96.119 euro. Stefano Rossi, capogruppo di Mantova ideale, direttore generale di Progetti srl, società che ha fondato nel 1993, risulta avere, nel 2019, un reddito di 57.664 euro ed essere proprietario del 50% di un’abitazione a Brenzone (Verona).

Gloria Costani, medico chirurgo in pensione, nel 2019 ha denunciato un reddito di 73.333 euro e proprietà al 50% dell’abitazione principale a Mantova, di due immobili a disposizione a Mantova e di un terreno agricolo a Mantova, oltre alla proprietà di un immobile affittato a Mantova. Tra i consiglieri comunali, il reddito più alto è quello di Alessandra Cappellari (Lega), avvocato e consigliere regionale, che ha denunciato 96.713 euro e la proprietà di un’abitazione a Mantova, di un’altra a Peschiera e la nuda proprietà di un immobile in città. Per la campagna elettorale ha speso 888,64 euro.

Al secondo posto Pierpaolo Parogni (Lista Palazzi 2020), responsabile del 118 di Mantova, con 90.732 euro e la proprietà al 50% dell’abitazione a Mantova, di un trentaseiesimo di un uliveto ereditato a Pico (Frosinone) e di un diciottesimo di un’altra proprietà nella stessa località, entrambi senza utilizzo.
 

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