Truffa alla Cartiera: citato a giudizio l’industriale Bertani

Enrico Fenotti, legale rappresentante della Cartiera del Chiese

A processo l’impiegata che avrebbe compilato le fatture. L’azienda di Montichiari ha chiesto 33 milioni di danni 


CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. A giudizio Sergio Bertani, 64 anni, titolare dell’omonima società di trasporti di Castiglione delle Stiviere. L’accusa è di aver messo in atto una maxi truffa ai danni della Cartiera del Chiese di Montichiari. Avrebbe indebitamente intascato dall’azienda bresciana 44 milioni in più del dovuto. L’industriale mantovano era stato sentito il 31 dicembre scorso, dal pubblico ministero bresciano Carlo Pappalardo. L’ 11 gennaio la svolta, a seguito di una istanza di avocazione presentata dal legale rappresentante della Cartiera Enrico Fenotti alla Procura generale, per l’eccessiva lentezza delle indagini e per inerzia del pm.

La richiesta di sollevare dall’incarico la procura di Brescia è stata respinta perché nel frattempo, l’11 gennaio, il pubblico ministero che si sta occupando dell’indagine ha emesso un decreto di citazione a giudizio per Ivana Moratti, 59 anni, bresciana di Montichiari, contabile della Cartiera del Chiese fino al suo licenziamento, avvenuto nel dicembre del 2015, e Sergio Bertani appunto, che la procura considera «determinatore, complice e beneficiario del profitto» della presunta frode.

La società Cartiera del Chiese ha nel frattempo depositato al tribunale di Mantova, seconda sezione civile, una richiesta di risarcimento danni per truffa nei confronti della Bertani per un ammontare di 33 milioni. Il procedimento è seguito dal giudice istruttore Giorgio Bertola.

I costi di trasporto sotto esame della procura di Brescia sono quelli che vanno dal 2005 al 2015, in cui alla Cartiera del Chiese – realtà produttiva che dà occupazione a 300 persone con una presenza sui mercati di Europa, Medio Oriente, Africa e Sud America – sono stati fatturati dalla Bertani importi per 66 milioni e 842mila euro. Secondo l’accusa, i costi di trasporto che in questi undici anni avrebbero dovuto essere fatturati dalla Bertani «in ragione dei viaggi effettivi che risultano dai documenti estratti dal gestionale di Cartiera del Chiese» ammontavano invece a poco più di 23 milioni. La differenza, e quindi la cifra illecitamente percepita dalla società di trasporti castiglionese, è calcolata in circa 43 milioni e 839mila euro. La Cartiera, insomma, avrebbe per anni pagato per i suoi 400-450 viaggi al mese, più o meno il triplo della tariffa concordata. —


 

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