Viadana, atto d’accusa alla casa di riposo: «Ecco ciò che non funziona»

La lettera aperta dei parenti elenca i problemi, a partire dal taglio dei servizi. Il cda replica: «Critiche ingiuste: come mai negli avvisi funebri ci ringraziano?»

VIADANA.  Non solo la questione rette: all’istituto geriatrico Grassi fa discutere anche la qualità dei servizi offerti. Il comitato dei famigliari degli ospiti della Rsa ha diffuso una lettera aperta con la quale, tra le altre cose, si chiede al consiglio di amministrazione della Fondazione «di intervenire con urgenza alla sistemazione dei disservizi che, da tempo, si stanno verificando all’interno della struttura».

Il comitato ha consegnato all’amministrazione un elenco scritto delle criticità, lamentando l’insoddisfazione non solo degli ospiti, e di conseguenza anche dei famigliari, ma pure del personale dipendente. Tra le problematiche segnalate: la chiusura delle camere mortuarie (ora usufruibili solo dagli ospiti, e non più dalla generalità dei cittadini); i tagli sui servizi lavanderia, parrucchiere, podologa, trasporti in ambulanza; le visite dei parenti agli ospiti ancora ferme al palo.


Anche il consiglio di amministrazione della Rsa ha diffuso una lettera aperta, contestando i rilievi mossi. «Certe accuse – assicura la presidente Silvia Angelicchio – ci feriscono, e le troviamo ingiuste: sino a oggi non sono state registrate contestazioni o segnalazioni di disservizi, con la sola eccezione del servizio lavanderia, che peraltro è attivo solo dal novembre scorso, e sul quale comunque stiamo già intervenendo. Anzi, i parenti degli ospiti ci ringraziano per la qualità del servizio: lo prova il fatto che, sugli avvisi mortuari, la Fondazione Grassi viene sempre ringraziata per l’assistenza e le amorevoli cure prestate al compianto parente nostro ospite».

Per quel che riguarda la “stanza degli abbracci”, che dovrà permettere agli ospiti di essere finalmente riabbracciati dai congiunti dopo i mesi di separazione imposti dall’emergenza sanitaria, «anche in questo caso – dice Angelicchio – ci spiace che non siano stati compresi e apprezzati i nostri sforzi per realizzarla, nell’ambito di un progetto finalizzato a scalfire il senso di solitudine dei nostri anziani e a ripristinare la socialità per garantire la miglior qualità di vita possibile».

La questione camera mortuaria è stata già affrontata nei mesi scorsi da amministrazione e consiglio municipali. Sarebbero le normative, a impedire l’utilizzo delle sale del commiato agli esterni. Il Comune ha inserito nel piano opere pubbliche la realizzazione di una struttura ad hoc: un privato, da individuare con bando pubblico, se ne accollerebbe la costruzione, in cambio dell’assegnazione di un’area idonea e della possibilità di gestire l’edificio per un congruo numero di anni. Parte delle opposizioni consiliari, peraltro, ritiene che l’ente locale dovrebbe intervenire direttamente, magari in collaborazione con l’Azienda socio-sanitaria territoriale presso il vecchio ospedale.

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