Volontario a caccia di rifiuti: «Raccolgo mille pezzi all’ora»

MANTOVA. A Mantova le cartacce e i rifiuti per terra non si contano. «In un’ora raccolgo mille pezzi, 15 o 20 al minuto». A dirlo è Giuseppe Tenedini, raccoglitore volontario, socio e candidato referente di Plasticfree per Mantova e coordinatore degli addetti alla pulizia dell’ambiente di Libra onlus. «Il centro storico è pulito, ma sono sporche le ciclabili urbane e periurbane, le tangenziali (su cui vengono abbandonati sacchi di immondizie), i viali di scorrimento pedonale (Risorgimento, Repubblica, Oslavia), gli spazi davanti a bar, bancomat e supermercati e i parchi gioco per bambini, pieni di mozziconi di sigarette. Poi un po’ ovunque ci sono mascherine, pacchetti vuoti di sigarette, involucri vari di plastica e, spesso abbandonati davanti ai portoni o accanto alle cassette condominiali della posta, pacchi di dépliant pubblicitari che quando si alza il vento volano dappertutto».

Il decoro della città è seriamente minacciato, anche accanto ai luoghi della cultura. «L’estate scorsa, a 50 metri da Palazzo Te, addossata alla ferrovia c’era una piccola discarica di rifiuti» dice. Tenedini indossa il giubbino di sicurezza rifrangente con sopra scritto “Un volontario che raccoglie. E tu cosa fai?” ed esce di casa per andare a fare pulizia. I suoi attrezzi di lavoro sono un bastone con la pinza, una spazzolina, una paletta e un cestino. Ma la battaglia quotidiana non può essere vinta solo con la raccolta. L’educazione civica è fondamentale.


«Uno dei miei obiettivi, in presenza o da remoto, è andare nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi al rispetto dell’ambiente e alla raccolta differenziata» dice Tenedini, che chiede il sostegno della Gazzetta: dare informazioni ogni giorno su questo problema, magari anche con un rubrica settimanale o interventi a tema. Tenedini è «un pensionato con 64 anni di lavoro alle spalle», dice di sé. «Ho cominciato a 8 anni in agricoltura: alla fine della terza elementare mio padre mi ha dato in mano forca, rastrello e zappa. Da 8 a 15 anni andavo a scuola e lavoravo nei campi. Da 15 a 20 ho fatto meccanica pesante alla Belleli, a 22 mi sono diplomato perito meccanico industriale, poi sono stato per 50 anni alla Lubiam, fino all’anno scorso, responsabile della produzione». —


 

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