Mantova, tre collezioni Corneliani a rischio: petizione online dell'onda rossa

Appello delle lavoratrici per la continuità produttiva: firmano Palazzi, Morselli, tutti i parlamentari mantovani, i consiglieri regionali Forattini e Fiasconaro e i capigruppo di maggioranza in consiglio comunale

MANTOVA. Continuità per salvare ben tre collezioni Corneliani e non uscire dal mercato. Continuità nell’interesse dei 3.500 creditori, con in prima fila gli stessi dipendenti. Continuità per dare il tempo a Marco Boglione e ad altri investitori di presentare un’offerta. «Continuità! Continuità! Continuità!» a declinare quel «Investimenti! Investimenti! Investimenti!» che dal 7 novembre 2019 accompagna la loro battaglia: al presidio di via Panizza 5 nell’unica ora di sciopero prima della pausa mensa, la parola d’ordine dell’onda rossa racconta tutta l’emergenza di questi giorni. E «Continuità! Continuità! Continuità» è anche il titolo della petizione online lanciata in queste ore dalle Rsu a sostegno della loro lotta con già un lungo elenco di firmatari: dal sindaco al presidente della Provincia, dai quattro parlamentari mantovani ai due consiglieri regionali ai capigruppo di maggioranza in consiglio comunale.

A spiegare qual è la posta in gioco è il segretario della Filctem Cgil Michele Orezzi: «I prossimi 45 giorni sono essenziali per mettere in sicurezza ben tre stagioni, praticamente un anno di lavoro. Se non sarà garantita continuità produttiva l’azienda sarà messa veramente in serio pericolo e anche i creditori, di cui i lavoratori sono il gruppo più numeroso, rischiano di perdere risorse assolutamente importanti per tenere in piedi il concordato. Quindi continuità per il bene di tutti: dei creditori, delle maestranze, della Corneliani. E anche per mettere nelle condizioni il cavalier Boglione e nuovi possibili investitori di avere il tempo per presentare un’offerta nelle prossime giornate». Perché «tenere la fabbrica aperta per i prossimi 45 giorni serve per mettere in sicurezza la collezione primavera-estate che sta per essere ultimata insieme al campionario della nuova stagione, per prendere gli ordini dell’autunno-inverno 2021 e iniziare a progettare la primavera-estate del 2022». Perché sono queste oggi, conclude Orezzi, «le vere priorità della Corneliani». Insomma «rimaniamo fiduciosi nella decisione del tribunale di concedere una proroga al concordato – aggiunge il segretario di Femca Cisl Gianni Ardemagni – però salvaguardando la continuità produttiva, non solo per garantire di completare le produzioni con la consegna ai negozi della collezione primavera-estate e realizzare anche i vari campionari, ma anche per cercare di salvaguardare nel migliore dei modi il marchio Corneliani e la presenza nei mercati di riferimento, in un momento particolarmente impegnativo anche rispetto alla concorrenza. Fermare la fabbrica vorrebbe dire perdere queste opportunità e lasciare spazio al mercato di approvvigionarsi da altre imprese del settore».

Di qui la decisione delle Rsu, dopo un incontro in due puntate ieri con l’ad Brandazza in vista del cda di domani e della decisione del tribunale attesa per giovedì sera, di lanciare una petizione online: «Chiediamo a tutti di aiutarci in questa raccolta firme per sostenere la nostra priorità: altro tempo e in continuità produttiva per non disperdere un anno e mezzo di sacrifici e lotta che ci hanno permesso di essere ancora qui». Un ultimo disperato Sos che ha subito visto l’appoggio di istituzioni e politici. Tra i primi firmatari dopo le stesse Rsu e i segretari generali di Filctem Orezzi, Femca Ardemagni e Uiltec Uil Giovanni Pelizzoni, compaiono già Palazzi, Morselli, tutti i parlamentari mantovani Baroni, Colaninno, Dara e Zolezzi, i due consiglieri regionali Fiasconaro e Forattini, i capigruppo in consiglio comunale Campisi (Pd), Provenzano (Palazzi 2020), Grazioli (Mantua-Psi), Madella (Iv), Cantarelli (Per Mantova-Verdi).

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