Pegognaga recluta nasi fini per risolvere il mistero degli odori molesti

Il Comune affida a una società il monitoraggio dell’aria. Una task force perlustrerà la zona per identificare le puzze

PEGOGNAGA.Batteranno Pegognaga palmo a palmo per sei mesi ad annusare l’aria. Una decina di nasi provetti che, dopo aver superato una selezione certosina, come cani da tartufo cercheranno di individuare la provenienza degli odori molesti che da anni provocano le proteste dei cittadini. Ora l’amministrazione comunale a guida Matteo Zilocchi ha deciso di dichiarare guerra alla puzza, e per combatterla si affida alla tecnologia: quella di una ditta di Pavia, la Osmotech, che vanta già diversi interventi nel Nord Italia per conto di Regioni e Comuni. «Per questo progetto, caldeggiato da Antonio Lui e Giulia Caramaschi, assessori alle attività produttive e all’ambiente, abbiamo stanziato 49mila euro. Sperando di risolvere una questione che va avanti da molti anni» afferma Zilocchi.

La società ha aperto proprio in questi giorni il casting per i nasi fini che verranno addestrati ad annusare l’aria per poi segnalare la tipologia e la provenienza dei cattivi odori. Tra febbraio e marzo il monitoraggio, che prevede anche l’installazione di una centralina meteorologica che segnalerà la direzione del vento per aiutare a capire la provenienza della puzza prenderà il via. Gli annusatori verranno assunti regolarmente dalla Osmotech con un contratto di lavoro autonomo occasionale.


Saranno loro a individuare da quali stabilimenti produttivi della zona provengono gli odori molesti. La Osmotech, unica azienda accreditata in Italia, utilizza una tecnica denominata “Odour field inspection”, che permette di determinare l’odore in aria mediante indagine sul campo. Gli aspiranti annusatori verranno sottoposti a un primo screening sensoriale nei laboratori di Pavia: innanzitutto non devono essere residenti nella zona, perché potrebbero aver sviluppato un’assuefazione agli odori ambientali, né avere parenti impiegati in aziende potenzialmente inquinanti che si trovano in zona.

Al netto di questa prima selezione, verranno sottoposti ad analisi di valutazione della loro soglia di percezione olfattiva, «che non deve essere né troppo alta né troppo bassa» spiega Luca Sansone, dirigente della Osmotech. Nasi “normali”, quindi, che accederanno alla seconda fase dell’addestramento, in cui si rilevano campioni degli odori che caratterizzano gli impianti produttivi che poi vengono riprodotti in laboratorio, dove i nasi provetti potranno esercitarsi prima di scendere in campo. «Il monitoraggio viene effettuato sia di giorno sia di sera, -nel secondo caso usciranno in due-, e l’annusatore deve seguire un percorso prestabilito, respirando in un modo ben preciso. Ogni dieci minuti deve fermarsi e schiacciare un pulsante sulla app Smell skape di cui è dotato, per indicare l’odore riconosciuto» racconta Sansone.

Ogni singola azienda avrà così una mappa di impatto sul territorio per quanto riguarda gli odori molesti. E il mistero sarà svelato.

 

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