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L’agricoltore mantovano: «Esasperato dalle troppe nutrie»

L’autore della strage di animali all’oasi naturalistica del Busatello ha sparso insetticida nel mais. E le morti potrebbero aumentare

OSTIGLIA. La strage all’oasi del Busatello, con centinaia di animali selvatici, potrebbe non essere finita. Molti di corpi senza vita che sono stati recuperati nei campi mancavano di alcune parti, il che significa che sono stati azzannati e che gli animali che lo hanno fatto potrebbero a loro volta morire a causa del veleno. Un vero disastro ambientale, insomma.

Intanto è stata conclusa la bonifica dell’ampio appezzamento di terreno che il proprietario, che si è detto esasperato dalle nutrie, aveva cosparso di mais avvelenato, provocando una strage di centinaia di animali selvatici. L’agricoltore, F.B., ottant’anni, residente a Serravalle a Po, ha consegnato il veleno alla polizia provinciale. Si tratta di un insetticida liquido che l’uomo ha versato in un bidone pieno di mais, facendogli assumere un colore verdastro. Sono morti fagiani, lepri, volpi e soprattutto nutrie. Il disastro è avvenuto sul territorio di Gazzo Veronese, al confine con Ostiglia, a ridosso dell’oasi del Busatello.


L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) ha già dato mandato ai suoi legali di sporgere denuncia per avvelenamento, disastro ambientale e per uccisione di animali, intervenendo anche nel dibattito sul problema delle nutrie che questo caso ha sollevato, dato che l’anziano agricoltore ha raccontato alla polizia di essere «esasperato» dalla massiccia presenza dei castorini.



Se è vero che il problema esiste (da dicembre a oggi ne in quella zona sono state abbattute 1.700 contro le 2.000 di tutto il 2020) l’Oipa ricorda che la normativa prevede che si può contenerne la proliferazione con un piano di sterilizzazione ed eventuale spostamento, «metodo alternativo all’eliminazione cruenta purtroppo attuata da alcune amministrazioni». Non solo: «Si potrebbe prendere esempio da Torino, dove nel 2018 è stato attuato un progetto, al quale la stessa Oipa ha partecipato insieme con altre associazioni animaliste, che ha evitato l’abbattimento delle nutrie – ricorda Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia –.Gli esemplari sono stati sterilizzati in laparoscopia direttamente sul posto con un furgone attrezzato da clinica veterinaria mobile».

Dunque l’Oipa suggerisce e auspica che si proceda alla sterilizzazione dei “castorini”, laddove la loro presenza possa causare danni alle coltivazioni.




 

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