Mantova, asta ancora deserta: verso la salvezza l’oasi verde del Paiolo

Nessuna offerta al quinto tentativo di vendita dell’area. Nuovo tentativo tra un paio di mesi. Il sindaco: con il nuovo Pgt cambieremo la destinazione. L'associazione eQual: il Comune intervenga subito

MANTOVA. Ancora nessuna offerta per i 100mila metri quadrati dell’oasi naturalistica ex Lago Paiolo di strada Trincerone. Anche la quinta asta è andata deserta, nonostante la base sia scesa a 910mila euro contro i quasi quattro milioni della prima gara, risalente ormai al 2017. Un nuovo tentativo sarà messo in campo tra un paio di mesi con un ulteriore ribasso (attorno agli 800mila euro) nella speranza, da parte del curatore fallimentare della ex proprietà, la Pitentino srl, di trovare un acquirente.

Il destino di quell’area verde che si estende da via Lago Paiolo (di fronte all’ingresso del complesso ospedaliero del Poma) a via Nenni è oggetto di un acceso dibattito ormai da anni. La possibilità di vedere confermata la sua trasformazione in un nuovo quartiere è sempre più remota. La posizione dell’amministrazione comunale, ufficializzata più volte dallo stesso sindaco Mattia Palazzi, è di mantenere la sua vocazione a oasi naturalistica. Ma si tratta di una proprietà privata per la quale, una decina di anni fa, venne approvato il piano attuativo “Nuovo ospedale” della fallita Pitentino srl, società costituita dalla Bottoli spa e dalla laterizi Brioni. Il piano, che prevede la costruzione di un quartiere da un migliaio di abitanti con negozi, uffici e parcheggio sotterraneo, scadrà nel 2022.


La valutazione di impatto ambientale, invece, è da rinnovare già da ora. «L’ex Lago Paiolo dovrà essere un’area boschiva – conferma Palazzi – come ho già detto in passato, questo terreno assieme al Migliaretto e all’area ex Lagocastello, sono vocati a parco periurbano, a forestazione e a dotazione di servizi». Ma allora perché non cambiare subito la destinazione d’uso? «Oggi non possiamo farlo – dice il sindaco – lo potremo fare con la revisione del Pgt. Il Comune non dispone di quasi un milione di euro per acquistare il terreno. Attendiamo che si verifichino due eventuali condizioni: che l’asta arrivi a cifre più abbordabili e che sia possibile ottenere fondi da bandi per le aree boschive. Ma non è questo il momento».

La protesta di comitati e movimenti ambientalisti contro il piano “Nuovo Ospedale” era scattata in contemporanea alla sua approvazione. Oggi, visto che quello scenario sembra essere sfumato, la richiesta punta sul cambiamento della destinazione d’uso. «Il Comune inserisca la modifica nel nuovo Pgt – dicono Emanuele Bellintani e Marco Rossi di eQual – è quella la strada da percorrere per impedire la cementificazione. Il nostro timore è che con l’abbassarsi del prezzo vengano avanti offerte di altri costruttori».


 

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