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Mantova, maltrattamenti e abuso d’ufficio: giudici e pm assolvono il primario

Rigettata per la seconda volta dal tribunale la richiesta della parte civile di ascoltare le intercettazioni

Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Maurizio Cantore, 62 anni, primario del reparto di Oncologia dell’ospedale di Mantova, è stato assolto dai reati di abuso d’ufficio e maltrattamenti. Per il collegio giudicante il fatto non sussiste. Gli stessi pm Silvia Bertuzzi e Carmela Sabatelli, hanno chiesto fin dall’inizio della loro requisitoria il proscioglimento del medico. Appassionata l’arringa della parte civile che per la seconda volta ha chiesto al tribunale che venissero ammesse come prova le intercettazioni, le stesse che avevano indotto il giudice per le indagini preliminari Matteo Grimaldi a respingere la richiesta di archiviazione. Ma i giudici hanno nuovamente rigettato l’istanza.

Il caso Oncologia scoppia nel 2014 e si trascina fino al 2016. ll primario viene accusato di presunte condotte vessatorie e discriminatorie nei confronti di due colleghe oncologhe, Francesca Adami e Maria Beatrice Pisanelli, firmatarie dell’esposto contro le linee terapeutiche imposte dal dirigente del reparto: cure loco-regionali a basso costo e poco efficaci, al posto di farmaci di ultima generazione in linea con i protocolli terapeutici attuali.

Sempre secondo l’accusa Cantore avrebbe organizzato le riunioni dei medici del reparto in modo da escludere le due dottoresse dagli incontri settimanali con i colleghi. Le sue pressioni sull’azienda ospedaliera avrebbero fatto sì che la Adami e la Pisanelli fossero trasferite: la prima al reparto di Medicina generale dell'ospedale di Pieve, la seconda alle Cure palliative.

Ma poi sono state reintegrate nel giro di un mese, dopo il ricorso al giudice del lavoro. L’accordo tra le parti, aveva affermato l’ex direttore sanitario Maurizio Galavotti, si era reso necessario per l’eccessiva esposizione mediatica a cui il reparto di Oncologia era sottoposto da settimane. Il timore che la vicenda potesse incidere negativamente sulla fiducia della popolazione nei confronti delle cure adottate dal reparto avrebbe permesso di raggiungere l’intesa.

Il secondo processo nel quale il primario di Oncologia è imputato, con altri tre medici, di omicidio colposo, lesioni aggravate, falso in atto pubblico e violazione della privacy, è stato invece rinviato al 23 febbraio. Con Cantore sono a processo Roberto Barbieri, 53 anni, Carla Rabbi, 61 anni e Maria Donatella Zamagni, 64 anni. —


 

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