Conti in rosso, appello delle case di riposo mantovane

Bozzolo-Rivarolo-San Martino. Sono semivuote per il Covid e si teme per l’occupazione. Torchio: «La Regione le aiuti»

BOZZOLO. Mosse da ideali che affondano nelle radici della nostra storia, resistono le case di riposo della zona che, sebbene colpite pesantemente dalle conseguenze del Covid, continuano a offrire servizi all’avanguardia per i propri ospiti. Ne sono esempi la Domus Pasotelli Romani di Bozzolo, le fondazioni Tosi Cipelletti di Rivarolo e Baguzzi Dassù di San Martino.

Enti che hanno un preminente valore sociale, senza dimenticare la loro importanza dal punto di vista occupazionale, essendo in tutti i tre centri tra i maggiori datori di lavoro, con un numero di dipendenti che equivale a quello dei posti letto disponibili.


Le tre Rsa hanno rette tra le più basse della provincia, sono intenzionate a mantenerle ma i loro bilanci sono in difficoltà e sperano nell’arrivo di contributi.

Il sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio, è tornato a chiedere aiuti provvidenziali dalla Regione e dallo Stato, come era avvenuto nel vicino Cremonese a seguito della prima ondata coronavirus. Pandemia che ha creato diversi problemi alle case di riposo con le lunghe liste di attesa, la difficoltà anche nel reperire personale sanitario per via della pesante burocratizzazione a cui sono stati assoggettati, mentre i diversi consigli di amministrazione non cedono agli impegni e si stanno attrezzando per migliorare le possibilità di incontro ospiti-familiari a oggi piuttosto limitate.

La Domus Pasotelli Romani di Bozzolo è stata probilmente la più colpita dalla seconda ondata. Come dice la scheda dell’Ats, con la retta di 51 euro giornalieri per i letti accreditati, risulta tra le più economiche della provincia e semmai qui si parla di un leggero ritocco (0,5%). Dei cento posti letto (di cui 28 non accreditati) ne risultano occupati solo 48. La direzione ha comunque confermato tutto il personale.

Situazione difficile anche alla Tosi Cipelletti di Rivarolo Mantovano, con 68 posti letto accreditati e una retta minima di 53 euro pari alla Baguzzi Dassù di San Martino con quaranta posti letto accreditati.

Sempre ben viste nella nostra zona, queste case di riposo erano nel passato frequentate da tanta gente ed erano luoghi nei quali a volte si organizzavano anche feste aperte alla cittadinanza. Una situazione che è stata bruscamente cancellata dall’attuale situazione legata all’emergenza sanitaria, con il Covid che ha costretto queste strutture a chiudersi rispetto alla vita del paese e alla possibilità di ingresso da parte di altre persone diverse dagli operatori.
 

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