Per la navigazione dal Garda a Mantova c’è la candidatura al Recovery Fund

il costo: 150 milioni di euro per 6 porti turistici e 3 conche da creare. Sarà realizzato un nuovo canale, da sollevare 14 ponti

MANTOVA. Il progetto per creare un percorso navigabile fra il lago di Garda e Mantova è candidato a ricevere i finanziamenti del Recovery Fund, lo strumento individuato dalla Commissione europea per rilanciare le economie dei Paesi membri dopo la crisi causata dall'epidemia di coronavirus. Fra le iniziative che saranno finanziate, gli investimenti per la ripresa in linea con gli obiettivi della “transizione verde” (alla quale sono destinati 74,3 miliardi) e fra questi, anche la mobilità sostenibile.

In questa ottica, la Provincia ha incaricato un ente terzo, l’Autorità di bacino del Po, della candidatura del progetto, che al momento si trova nello stato di studio di fattibilità, ai fondi europei.


Proprio per discutere di questo, è stata convocata per la settimana entrante un vertice fra la stessa Provincia e gli enti coinvolti, in primis i Consorzi di Bonifica e le associazioni agricole che avevano pubblicamente espresso perplessità ritenendo che il mondo agricolo alla fine ne potesse ricevere un danno.

Il chiarimento partirà dai dati del progetto, che a costi attualizzati non dovrebbe superare i 150 milioni di euro.

Una cifra relativamente contenuta perché la decisione presa è quella di creare una via navigabile solo per naviglio di categoria turistica: imbarcazioni da diporto e navigazione turistica con motonavi sino a 100 posti che hanno una sagoma ridotta (18 metri di lunghezza e un metro di pescaggio).

Nonostante questo, il progetto, se approvato, diventerà il più importante esempio di regolazione idraulica in Italia con cantieri della durata di quattro anni.

Lo sviluppo del percorso navigabile, oggi compromesso dalla presenza di salti d’acqua e dighe, partirà dal bacino del Garda. Entrando nell'emissario Mincio, sarà costruito un ponte girevole al posto dell’attuale. Si incontrerà quindi la diga Salionze dalla quale i natanti usciranno direttamente nel canale artificiale Virgilio, creato negli anni ’30, passando quindi a Borghetto, sotto il ponte storico e percorrendo gli oltre 18 km della via d’acqua. Lungo questo percorso, il progetto prevede di alzare sette ponticelli.

Una delle parti più innovative sarà rappresentata dall’ “ascensore per barche”, un “boat lift” come già ne esistono in Francia ed in altre realtà europee. In sostanza per superare il dislivello esistente fra canale Virgilio e Mincio le barche entreranno in cassoni pieni d’acqua che saliranno e scenderanno lungo rotaie per trasferire le imbarcazioni dal fiume al canale e viceversa all’altezza della dei Mulini di Volta.

Brevissimo tratto nel Mincio e poi le barche imboccheranno lo Scaricatore, che si getta nel Diversivo a Soave. Qui l’ipotesi prevede la costruzione di un nuovo tratto di canale per bypassare il salto d’acqua, entrando così alla fine nei Laghi di Mantova.

Complessivamente si tratterà di costruire due ponti girevoli, 6 conche di navigazione e due sostegni. Oltre all’ “ascensore per barche” e 14 ponti o ponticelli da alzare lungo il tracciato per consentire di avere sufficiente tirante per il passaggio delle imbarcazioni.

Da considerare, infine, che se venisse attuato, il tratto Garda Mantova potrebbe essere facilmente raccordato con le attuali vie navigabili da Mantova a Venezia. Creando un percorso dall’attrattività turistica di rango europeo fra la città lagunare e il Benaco. Con al centro la città di Mantova, ma anche Medio e Alto Mantovano dove sono previsti 8 porti turistici per quasi 300 posti totali. Sei di questi saranno nel Mantovano: Ponti sul Mincio, Monzambano, Molini di Volta Mantovana, Pozzolo sul Mincio, Marengo e Goito. Installazioni che potrebbero diventare centri promotori del turismo.

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