Servizi tagliati o ridotti: ancora timori per il vecchio ospedale di Viadana

Fisioterapia resta chiusa, punto prelievi quasi dimezzato. E ai Poliambulatori sono bloccate alcune prestazioni

VIADANA. C’è preoccupazione per il futuro del vecchio ospedale di largo De Gasperi: con la prima ondata pandemica alcuni servizi erano stati infatti sospesi o limitati; e, a mesi di distanza, ancora non si sa quando e se riprenderanno a pieno regime. «Come mai – domandano ad esempio alcuni viadanesi – la Fisioterapia rimane chiusa?». La chiusura venne decisa ovviamente per la sicurezza di operatori e utenti, in quanto le terapie fisiche prevedono per loro natura contatti stretti tra persone. «Ma il reparto – notano ora i cittadini – è isolato al terzo piano dell’ospedale, per cui non si capisce perché non venga riaperto». Chi necessita di fisioterapia deve rivolgersi a ospedali distanti decine di chilometri, oppure al privato: per questo diversi anziani alla fine rinunciano alle cure. Il timore è che la chiusura, da contingente e temporanea, diventi definitiva: «All’inizio magari la gente protesta, ma chi deve decidere conta sul fatto che alla fine si abitua e dimentica».

Il punto prelievi era rimasto chiuso a lungo. Ora funziona regolarmente, ma effettua una trentina di prelievi al giorno contro i 60-70 ante pandemia. I pazienti sottoposti a terapie anticoagulanti, per i prelievi di routine, devono rivolgersi all’ospedale di Vicomoscano. Secondo molti, il numero degli infermieri a disposizione per l’assistenza domiciliare risulta sottodimensionato. Considerando che i tempi degli interventi si sono allungati per la necessità di cambiare ogni volta i dispositivi di protezione individuale, a chi ha fretta non rimane che rivolgersi a infermieri privati a pagamento.


Ai poliambulatori non vengono più fornite alcune prestazioni specialistiche ospedaliere (urologo, otorino, audiometrista). L’ex Lungodegenza è al momento adibita a ospedale Covid e accoglie pazienti asintomatici per la quarantena. «Il reparto – fanno notare alcuni – è una valvola di sfogo per l’Azienda ospedaliera, indubbiamente necessaria ma non che fornisce un effettivo servizio al territorio». Asst Cremona ha richiamato le ostetriche distaccate al consultorio di Viadana, dove pertanto ne sono rimaste solo due. «Ma l’Ambito sperimentale viadanese-casalasco non doveva consentire proprio una migliore programmazione delle risorse sul territorio?».
 

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