Con l’arancione il centro di Mantova ritorna a vivere

Quasi tutti i negozi hanno acceso le vetrine per riprendere la campagna dei saldi interrotta a causa dell’ingiustificato blocco

MANTOVA. Una città più viva, almeno nel pomeriggio, e qualche sorriso dei commercianti. Niente numeri da record, ma il ritorno in zona arancione ha avuto come prima conseguenza un centro storico più battuto dai mantovani. Una frequentazione concentrata per lo più nelle ore centrali del pomeriggio, dopo una mattinata dai ritmi sonnolenti. Famiglie con passeggino e cane, coppie, gruppi di ragazzi, con il passare delle ore hanno preso possesso di vie e piazze nel cuore della città. Le immagini di assembramenti restano un ricordo, ma il numero di chi si è concesso una "vasca", paragonato a quello di sette giorni prima con la regione in zona rossa, è aumentato in maniera chiara. Il tutto in un quadro nel quale sono ancora vietati gli spostamenti fuori Comune.

Le vetrine sono tornate ad illuminarsi dopo lo stop obbligato, e immeritato, della settimana appena conclusa. Qualche saracinesca è rimasta comunque abbassata, ma quasi tutti i commercianti hanno approfittato del nuovo via libera per riabbracciare i clienti.



Una riapertura quanto mai attesa in queste settimane di saldi. «Ho lavorato, i clienti sono entrati - spiega Annick Mollard di Mollard Shoes -. Ho visto presenze in centro storico in linea con quelle di una classica domenica in zona arancione in era Covid. La cosa più importante è che le persone mi sono parse più tranquille, serene. A dispetto del freddo, in tanti sono venuti in centro, hanno fatto una passeggiata. E in molti hanno sacchetti in mano. La città, con i negozi aperti, è tornata ad essere accogliente. Ora speriamo che si torni a lavorare con il consueto ritmo anche nei giorni feriali, abbiamo voglia che tutto riparta».

Nelle vie più volti sorridenti e qualche parola in più, uno scenario più “caldo”, a dispetto del vento freddo, rispetto al silenzio quasi assoluto che ha avvolto la città nella domenica precedente. Fuori dai negozi non ci sono code, ma all'interno gli acquirenti non mancano. Uno shopping ordinato e rispettoso delle regole, tra ingressi contingentati, mascherine e gel igienizzanti all'ingresso, e meno frenetico che in passato.



Manca la possibilità di scaldarsi un attimo in bar e caffetterie, aperte solo per l'asporto anche in zona arancione. Qualcuno ci prova con un caffè da passeggio: il take away come necessità, nell'attesa di ritornare a gustare l'espresso al bancone. C'è chi osserva le vetrine, facendosi tentare dai cartelli che indicano saldi, sconti, promozioni. E chi entra per acquistare e magari per ritrovare il contatto umano con un negoziante che in molti casi è ormai da anni amico e confidente.

«Siamo contenti, il movimento non è mancato - aggiunge Carmen Ori Zapparoli di Carmen 41 -. E soprattutto siamo contenti di aver potuto aprire. La gente c'è. Le persone hanno voglia di ricominciare a vivere, a muoversi. Il giudizio sulla prima domenica dopo la riapertura è buono. Ci auguriamo che il trend possa continuare ed essere positivo anche nei prossimi giorni». Nessuna voglia di fare polemica, ma una sola richiesta: quella di poter alzare la saracinesca al mattino e lavorare per ritornare a muovere passi sempre più decisi verso la normalità.
 

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