Secchia ancora in piena, oggi l’ondata passa nel Basso Mantovano

Riaperti i ponti chiusi in via precauzionale nel Modenese. Previsti nove metri e mezzo: argini sotto controllo

BASSO MANTOVANO

La prima ondata di piena del 2021 tocca ancora al fiume Secchia, l’affluente appenninico del Po che con i suoi 172 chilometri di lunghezza e un bacino di quasi 2. 300 chilometri quadrati porta a valle le acque di un ampio fronte tosco-emiliano. Il più grande affluente di destra del Po dopo il Tanaro ha un andamento torrentizio capace di grandi escursioni giornaliere. Questo dovuto al fatto di nascere nell’area con le più alte precipitazioni medie annuali italiane, dovute anche alle perturbazioni provenienti dal golfo di Genova.


Facile a ingrossarsi nelle stagioni intermedie, in primavera e soprattutto in autunno, anche in inverno può subire, come in questi giorni, forti escursioni di livello dovuto all’innalzamento delle temperature che ha fatto piovere anche a quote dove generalmente in questo periodo dell’anno nevica. E proprio la pioggia caduta sull’Appennino ha sciolto la coltre nevosa, raddoppiando l’effetto dell’onda di piena che, transitando nel corso mediano, nel Modenese, ha costretto alla chiusura dei quattro ponti della provincia. Il traffico era stato chiuso per il superamento dei livelli di guardia del fiume, che da mezzogiorno di ieri 24 gennaio ha iniziato a calare a monte del Mantovano, consentendo la riapertura dei ponti.

Nella nostra sezione di fiume, quella finale, nei tre comuni interessati, Moglia, Quistello e San Benedetto Po, sono stati attivati i servizi di vigilanza della Protezione civile Terre dei Gonzaga, che ha percorso gli argini ieri e per tutta la notte per verificare non vi fossero fenomeni di cedimenti, fontanazzi o smottamenti per tane.

Il livello del fiume nella serata di ieri 24 gennaio era attorno ai 9 metri e 40 all’idrometro di Bondanello di Moglia, in fase di “stanca” dalla tarda serata.

Nella giornata di oggi 25 gennaio il culmo della piena transiterà sino alla foce a Mirasole. I Comuni non hanno emesso ordinanze di sgombero dei residenti in golena, ma l’Aipo (Agenzia interregionale per il Po) ha raccomandato cautela invitando a non sostare nelle aree golenali, in quanto soggette ad allagamento. 


 

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