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Pazienti oncologici dirottati da Asola verso l'ospedale di Mantova

Manca il medico responsabile, day hospital chiuso da alcuni giorni. La direzione assicura: «In arrivo un altro specialista dal Poma»

ASOLA. Da alcuni giorni il day hospital oncologico di Asola è chiuso e i pazienti, per le cure e la fornitura di farmaci, devono rivolgersi all’omologo reparto di Mantova. Una situazione di disagio grave per i pazienti asolani, motivata però da una ragione altrettanto seria: l’assenza, che si prevede prolungata, dell’unico medico responsabile del reparto, per motivi personali.

Il direttore di presidio Fabio Pajola insieme alla direzione dell’Asst Carlo Poma ha cercato subito di trovare una soluzione e in queste ore si stanno mettendo a punto le strategie di intervento.


«Essendoci un’assoluta carenza di personale medico, soprattutto specialistico, praticamente ovunque, trovare un nuovo oncologo da assumere è difficilissimo - fanno sapere dal Poma - Non è un problema di denaro o di burocrazia o concorsi. Medici disponibili non ce ne sono proprio, soprattutto specialisti e soprattutto in un periodo anomalo come quello che stiamo vivendo, una pandemia. Si tratta dunque di spostare un oncologo da Mantova, una volta ogni quindici giorni, per un turno di servizio ad Asola».

Il problema è che anche il reparto di Mantova, se non proprio in sofferenza in quanto a organico, è al limite dello standard, quindi spostare uno specialista, seppur una volta ogni due settimane, ad Asola, non è semplice perché la distanza è notevole e il numero di pazienti, quindi di richieste su Mantova, è particolarmente alto.

In questi giorni, quindi, i circa dieci pazienti oncologici seguiti ad Asola sono costretti a rivolgersi a Mantova, in attesa che la direzione dell’Asst riesca a consolidare il distacco (una volta ogni quindici giorni) di uno dei medici a disposizione dell’Oncologia di Mantova.

Quello della carenza di personale medico però sembra un problema che non riguarda solo il day hospital oncologico ma anche la Medicina dell’ospedale di Asola che, improvvisamente, ha subìto la riduzione di due figure: lo stesso responsabile del day hospital oncologico e un’altra dottoressa, Sara Malagola, che ha lasciato l’ospedale per specializzarsi in Anestesia.

Ma qui la soluzione sembra già essere stata trovata: a giorni, infatti - assicurano dal presidio - entrerà in servizio una nuova dottoressa: il tempo delle ultime formalità e il medico (almeno uno sui due mancanti) sarà operativo.

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