Cessione di una sostanza dopante, personal trainer finisce a processo

Tecnico di body building, avrebbe dato un antidolorifico a un ragazzo che poi si è sentito male

PORTO MANTOVANO. Cessione di una sostanza dopante che rientra nell’ambito degli stupefacenti, lesioni, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica ed esercizio abusivo della professione. Con queste accuse è a processo Andrea Motta, personal trainer della palestra Fun & Fitness di Porto Mantovano e tecnico della nazionale italiana di body building. Ieri mattina, davanti al giudice Arianna Busato, si è svolta la prima udienza del processo.

Tutto è partito dal malessere accusato da un giovane al ritorno dalla palestra. La madre, preoccupata delle condizioni del figlio, ha chiamato il medico che ha scoperto la causa del suo malore: ossicodone, un potente antidolorifico che è considerato uno stupefacente, un potente oppioide che viene prescritto solo con una ricetta medica.


Il dottore, di fronte a quella scoperta, ha presentato denuncia ai carabinieri di Porto Mantovano, e da quel momento è scattata l’indagine da parte del Nas di Cremona, con sopralluoghi e sequestri.

Secondo quanto è emerso nell’udienza di oggi (26 gennaio), l’imputato avrebbe compilato alcune schede dietetiche.

A tal proposito è stato sentito anche un professionista del body building che in passato aveva frequentato la palestra e che aveva ottenuto numerosi successi nelle competizioni internazionali della disciplina sportiva. Alla domanda dell’avvocato difensore dell’imputato, se avesse mai fatto uso di sostanze dopanti, ha dichiarato che non intendeva rispondere. Solo l’intervento del giudice in due occasioni gli ha fatto cambiare idea. E la sua risposta è stata no.

Il reato di lesioni riguarda il malessere causato al giovane dal farmaco che, sempre secondo l’accusa, Motta gli avrebbe consegnato. Ma tra le accuse che gli sono rivolte c’è anche l’esercizio abusivo della professione, se sarà dimostrato che l’imputato ha creato diete per gli atleti della palestra. Nelle prossime udienze saranno sentiti anche i carabinieri del Nas di Cremona che hanno sequestrato confezioni di quelle sostanze dopanti.

Il prossimo appuntamento in aula è fissato per l’11 maggio. In quella occasione saranno sentiti anche i testimoni della difesa, oltre che al medico che, con la sua denuncia, ha fatto scattare l’indagine.


 

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