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Rientro in classe al freddo per tre scuole

Si rompe un tubo: riscaldamento in tilt nella sede di via Acerbi delle succursali di Belfiore, Pitentino e d’Este



È stato un rientro in classe freddo quello degli studenti che frequentano le aule scolastiche di via Acerbi. Il sistema di riscaldamento del palazzo, sede delle succursali di tre istituti (Ites Pitentino, liceo scientifico Belfiore e liceo delle scienze sociali d’Este) non era in funzione.


Un tubo rotto che ha complicato decisamente la vita agli studenti e agli insegnanti di una ventina di classi, costretti a lavorare in aule con il calorifero freddo e con l’obbligo di aprire periodicamente le finestre dettato dalle norme di sicurezza anti Covid.

È stata la brutta sorpresa che hanno trovato prima gli studenti dello scientifico (ritornati alle lezioni in presenza già lunedì) e poi quelli delle altre scuole ospitate nell’antico stabile vicino alla Casa del Mantegna: aule fredde.

Va detto che già lunedì sono arrivati i tecnici dell’impresa che gestisce, per conto della Provincia, gli impianti di riscaldamento delle scuole superiori. In una nota dell’amministrazione di palazzo di Bagno si precisa che «già ieri (lunedì 25, ndr) al ritorno in classe dei ragazzi era stato riscontrato qualche problema, ma benché fosse stato disposto subito un sopralluogo non era stata individuata la causa».

I tecnici sono tornati nella sede di via Acerbi ieri mattina e «hanno individuato il motivo del mancato raggiungimento di adeguate temperature all'interno delle aule: il problema era dato dalla rottura di un tubo della linea del riscaldamento con relativa perdita di acqua. L 'impianto è nuovo ed è collegato al teleriscaldamento. Non è invece recente la tubatura».

Il problema dovrebbe essere definitivamente risolto oggi.

Le basse temperature negli ambienti scolastici, dunque, non sono legate al lungo periodo di pausa dalle attività didattiche dovuto alla proclamazione della zona rossa in Lombardia con la conseguente applicazione della didattica a distanza per il 100% degli studenti delle superiori.

Il problema è che con il rientro a scuola del 50% dei ragazzi (quota che potrebbe salire al 75% a partire da lunedì primo febbraio), le finestre delle aule devono essere obbligatoriamente aperte con un certa frequenza per motivi igienici.

Operazione utile e necessaria, ma che porta inevitabilmente a un sensibile abbassamento della temperatura negli ambienti non riscaldati da termosifoni.

Va detto che anche prima dell’adozione della didattica a distanza al cento per cento nelle aule dell’ampio complesso la temperatura era bassa. Tanto che alcuni studenti si erano portati le copertine da casa. —

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