Il virus ferma la fiera di Cavriana ma non la mitica torta

Il dolce riprodotto anche a Napoli da un’appassionata: «Le regalerò secondo la tradizione imparata da voi» 

CAVRIANA. Il Covid fa saltare l'Antica Fiera di San Biagio che avrebbe dovuto svolgersi il prossimo fine settimana (la ricorrenza del Santo Patrono è il 3 febbraio). Tuttavia, il virus non ferma l'omonima e famosa torta, una delle De.Co. più note dell'Alto Mantovano. La tradizione vuole che in ogni casa si producano queste torte che, poi, vengono regalate a parenti e amici che abitano fuori paese, provincia e regione. «È sempre stata così - spiega Cristina Bianchera di Cavriana - ed è un bel rito. Servono due giorni per la produzione e, nonostante la ricetta ufficiale De.Co, ognuno ha la sua. La mia ha circa 109 anni. Un giorno serve per produrre il ripieno e uno per la pasta e la cottura. Poi, una volta pronte, le si regala fuori paese. Io sono arrivata a farne una trentina, ma c'è anche chi supera le 50 o 60, e poi le si regala o le si spedisce. In ogni casa ne restano poche perché la bellezza di questo dolce è la condivisione. Il momento della Fiera ha sempre avuto, e mantiene ancora oggi, questo spirito per noi cavrianesi».

E se la torta viaggia a Verona, Parma, Trento, Palermo e in molti comuni del Mantovano, Bresciano e Veneto, c'è anche chi, nel cuore di una delle città più dolci d'Italia, e cioè Napoli, produce da alcuni anni la famosa torta. Si tratta di Ada Sorrentino, napoletana che, per 26 anni, ha vissuto a Cavriana. «Qui ho imparato a fare la torta di San Biagio. Dal 1990, la mia prima produzione, al 2015, ho partecipato a questo rito e ho vissuto questa festa. Poi nel 2016 sono tornata a Napoli e ho portato con me la ricetta e le tradizioni cavrianesi. Qui a Napoli abbiamo un dolce che ricorda, per via del ripieno, la torta. Si tratta del Biscotto Amarena. La torta resta comunque unica e io ne produco una decina e le regalo, esattamente come mi hanno insegnato a Cavriana, ad amici e parenti. In questi giorni ho preso gli ingredienti e a breve infornerò le mie dieci torte».


 

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