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Mantova, pizzeria aperta e clienti ai tavoli: multa per tutti e locale chiuso

Verbale della polizia locale al ristorante Gatto Bianco di Borgochiesanuova. La risposta del titolare sui social: andiamo avanti lo stesso, a pranzo e cena

MANTOVA. Quelli della protesta #ioapro. Quelli che pubblicamente sfidano chiusure e orari imposti a bar e ristoranti dall’ultimo Dpcm annunciando ripetutamente via social che loro non ci stanno più, che i loro locali restano aperti. Quelli disposti ad accollarsi multe e quant’altro, ma determinati ad andare comunque avanti. Se in generale la ribellione di ristoratori e baristi è stata un flop in provincia di Mantova dove i più hanno preferito continuare a rispettare le regole nonostante la rabbia per i ristori insufficienti e gli incassi a zero, i ribelli anche qui non mancano. E neppure le multe.

Così dopo il caso del titolare della “Terrazza” di Moglia e della “Terrazza 2.0” di Bondeno di Gonzaga, eccone un altro questa volta in città. Si tratta del ristorante pizzeria Gatto Bianco di Borgochiesanuova che dopo una settimana di aperture contro ogni divieto si è ritrovato un verbale con sanzione della polizia locale così come i quattro clienti che stava servendo al momento della visita degli agenti a metà della scorsa settimana. Non solo: imposta anche la chiusura minima di cinque giorni. Ma lui ha già annunciato che non sarà certo questo a fermarlo.


Il manifesto della protesta #io apro come immagine del profilo Facebook del ristorante pizzeria di strada Chiesanuova e alla vigilia del nuovo decreto l’annuncio: «Noi ci siamo. Dal 15 gennaio riapriamo rispettando le norme di sicurezza Covid». E così è stato il 15 ma anche dopo. Insomma non si trattava della ribellione di un solo giorno: «Noi continuiamo il nostro percorso rimanendo aperti tutti i giorni» ha scritto ancora il titolare ringraziando gli avventori «che ci hanno sostenuto con la loro preziosa presenza» e annunciando anche una serata di aperitivi.

La cosa non è sfuggita a chi invece le regole le sta comunque rispettando così come indicato dalle associazioni di categoria, Fiepet Confesercenti e la Fipe Confcommercio: sì ad alzare la voce ma senza trasgredire. Regole che, ricordiamo, impongono anche in zona arancione il divieto di consumare cibi e bevande nei locali, vendita con asporto per i ristoranti dalle 5 alle 22 e per i bar dalle 5 alle 18, con disco verde a tutti solo per la consegna a domicilio. Così è successo che diversi colleghi “chiusi” abbiano segnalato la violazione al comando di viale Fiume. Giovedì scorso l’intervento di una pattuglia della polizia locale: ha trovato il ristorante aperto e all’interno quattro clienti, due per tavolo. Inevitabile il verbale a tutti: la sanzione prevista dal Dpcm è di 400 euro sia per l’attività che per gli avventori. È stata inoltre disposta la chiusura del locale: si tratta dello stop minimo di cinque giorni ma gli atti sono stati mandati in Prefettura che potrebbe a sua volta disporre per una chiusura del ristorante fino a un mese. La risposta del titolare sempre via social è del giorno stesso: «Riconfermiamo che noi rimaniamo aperti sia a pranzo che a cena sempre e rispettando le misure anti-Covid con gel sanificanti, mascherine e distanze di un metro anche al tavolo». Fino al prossimo verbale. m.v.


 

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