I presidi: rientro positivo nelle scuole di Mantova, avanti così

Soddisfatti del test di avvio con la metà dei ragazzi in aula. Ma dal 1° febbraio potrebbe scattare il doppio turno d’ingresso con il 75% degli studenti in presenza

MANTOVA. Il rientro degli studenti nelle aule delle scuole superiori non sembra aver prodotto grossi problemi a scuole e aziende di trasporto. Un esito, per la verità, prevedibile, visto che soltanto il 50% degli iscritti è tornato alle lezioni in presenza. E questa considerazione spinge i presidi delle scuole superiori mantovane, in particolare quelli del capoluogo (dove si concentra il maggior numero di istituti con il conseguente flusso di studenti pendolari più consistente) ad auspicare che anche la prossima settimana si prosegua con questo sistema.

Invece da lunedì 1 febbraio potrebbero scattare alcune novità: il doppio orario d’ingresso e l’innalzamento delle presenze al 75%. Condizionale d’obbligo, visto che questa decisione spetta soltanto al tavolo provinciale sulla scuola presieduto dal prefetto. Il tavolo non è ancora stato convocato, ma i dirigenti si aspettano che la chiamata avvenga nelle prossime ore. D’altronde studenti e famiglie, che in questi mesi hanno vissuto con grande disorientamento il continuo cambio di direttive di governo e Regione sulla presenza a scuola, hanno bisogno di stabilità e certezze.


I dirigenti delle scuole del capoluogo si sono confrontati informalmente per fare il punto della situazione. La posizione dei presidi (non solo quelli mantovani, peraltro) è nota da tempo: rientro in presenza per la metà degli studenti. Questa soluzione consente – è il loro ragionamento – di evitare il doppio turno d’ingresso (che inevitabilmente comporta disagi per studenti, famiglie e corpo docente) studiato per ridurre la presenza di pendolari sui mezzi di trasporto e alle fermate dei bus. Dimezzando il numero di studenti nelle aule risulta anche più semplice garantire tutti i protocolli di sicurezza anticovid.

Ma allora perché far tornare a scuola il 75 per cento dei ragazzi? È la percentuale prevista dal Dpcm (che aveva raccolto le istanze del ministro Azzolina) lo scorso dicembre. Per questo motivo scuole, agenzia del trasporto pubblico locale e Apam avevano studiato un piano per garantire il trasporto degli studenti pendolari senza creare assembramenti e senza lasciare a piedi nessuno. Il sistema del doppio turno d’ingresso (alle 8 e alle 10), da applicare nelle scuole del capoluogo, è quello che sarebbe dovuto partire dopo le vacanze di Natale.

Lo stesso prefetto aveva emesso un’ordinanza che dava il via libera al piano. Si sarebbe partiti con una settimana di prove generali col 50% delle presenze per poi passare al 75% richiesto dal Dpcm. Ma l’ordinanza della Regione prima e quella del ministero poi (la famosa zona rossa) hanno fermato tutto.

Nel frattempo la posizione del governo sulla quota di studenti in presenza si è ammorbidita. L’obiettivo resta il 75 per cento, ma viene consentito anche il 50 con l’impegno ad aumentare progressivamente la quota. Al momento non è chiaro cosa accadrà lunedì primo febbraio. Deciderà il tavolo. Famiglie e studenti sperano che le novità non arrivino all’ultimo momento. 

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