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Inchiesta sui farmaci letali: oggi Mosca davanti al gip

Stamattina l'interrogatorio di garanzia del primario del pronto soccorso di Montichiari accusato di aver provocato al morte di due pazienti

MANTOVA. È fissato per oggi, 29 gennaio, l'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Brescia di Carlo Mosca, il primario facente funzione del pronto soccorso dell'ospedale di Montichiari arrestato e ai domiciliari con l'accusa di omicidio volontario per aver somministrato farmaci letali a due pazienti affetti da Covid nel corso della prima ondata della pandemia a marzo. Per il gip Angela Corvi che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare «non si può ritenere che Mosca abbia agito dietro consenso delle vittime o comunque per finalità pietistiche se solo si considera che egli somministrava loro un preparato che paralizza i muscoli ma non agisce in alcun modo sullo stato di coscienza, provocando così una penosa morte per soffocamento».

«È verosimile – scrive ancora il gip – che l'indagato si sia determinato ad uccidere poiché mosso dalla volontà di liberare non solo e non tanto posti letto, bensì risorse strumentali ed energie umane, fisiche ed emotive, dei colleghi medici, degli infermieri e di tutti gli altri operatori del pronto soccorso».

Il medico è già stato sospeso dalla direzione degli Spedali civili di Brescia che controllano l'ospedale di Montichiari. Mosca, 47 anni, originario di Cremona, ha lavorato per tre anni anche al pronto soccorso del Carlo Poma di Mantova, dal 2014 al 2017. Fu costretto alle dimissioni dopo aver ricevuto sei medi di sospensione per aver omesso di dichiarare che contemporaneamente prestata la sua attività per alcune ore anche nella clinica privata convenzionata San Clemente. Lasciò il Poma proprio nel momento in cui si stava decidendo la sua assunzione a tempo indeterminato in seguito a concorso. Il suo difensore fa sapere che per i fatti contestati a Montichiari il dottor Mosca si dichiara estraneo: «Mi ha riferito di essersi sempre comportato correttamente».

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