Mantova, la Lega abbandona l’aula per le rette delle Rsa: un attacco alla Regione

La mozione sui costi sanitari nelle case di riposo divide il centrodestra

MANTOVA. Seduta del consiglio comunale al calor bianco, ieri, a Mantova. Il gruppo della Lega ha abbandonato l’aula per protesta contro gli attacchi alla Regione che, suo dire, la maggioranza di centrosinistra stava facendo con una mozione sulle rette nelle case di riposo. Il documento, firmato da tutti i capogruppo di maggioranza, è stato illustrato dal primo firmatario, Enrico Grazioli di Mantua-Psi. «Serve – ha detto – un tavolo tra la Regione, il Comune, i sindacati e le associazioni di categoria per affrontare e risolvere il problema della quota sanitaria sulle rette. La Regione da 15 anni rimborsa appena il 40% quando la legge dice che deve rimborsare almeno il 50%. Così facendo, i costi continuano ad essere scaricati sulle famiglie».

Il capogruppo leghista Andrea Gorgati è insorto: «Questo è l’ennesimo attacco alla Regione, non ne possiamo più, usciamo dall’aula per protesta. Ritorneremo per i punti successivi». In un comunicato diffuso poco dopo la Lega accusa il Pd e l’amministrazione di condurre «una personalissima guerra» contro la Regione.

«Oggi lo si fa con un ordine del giorno sulle Rsa, proposto mai prima d’ora nonostante l’argomento sia noto ai più e la magistratura abbia sottolineato come il sistema di Regione Lombardia sia del tutto in linea con le normative nazionali». Ancora una volta, secondo il carroccio, «si sottrae tempo ai veri problemi» evitando di rispondere «ad interrogazioni che giacciono da mesi nei loro cassetti su viale Pitentino, sui trasporti o su Tea».

E conclude: «Peccato che in questi mesi la maggioranza non abbia mai prodotto ordini del giorno per stimolare il governo a fare presto e meglio «sui vaccini che non arrivano», sui banchi a rotelle che arrivano «a chi non li ha chiesti», sul commissario Arcuri «che ha sbagliato molto».

«Non si sta parlando contro la Regione o Fontana - ha replicato il sindaco -, ma di una legge che non viene rispettata dalla Regione». Concordi i capigruppo di maggioranza nel difendere la mozione. Che è poi passata con 25 sì (il centrosinistra più Costani di Saf) e 4 astensioni degli altri di centrodestra Fi, FdI e Mantova ideale che, rimanendo in aula,  hanno difeso la Regione («ha introdotto la detrazione del 58% delle rette»), espresso solidarietà alla Lega e accusato il governo.

È passata all’unanimità la delibera che detta i criteri per consentire l’uso temporaneo, cioè l’apertura di attività commerciali medio-piccole in centro storico negli edifici dismessi per un periodo limitato. Sarà poi la giunta ad approvare le varie convenzioni con modalità, tempi e costi.
 

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