La centrale elettrica si potenzia: ma a parità di inquinamento

Il decreto: niente valutazione ambientale, ma tetto alle emissioni e stop invernali: «Territorio critico per la qualità dell’aria e la salute»: test annuali sui residenti

SERMIDE E FELONICA. Non c’è solo la centrale di Ostiglia che potenzia la propria produzione. Anche a Sermide l’impianto termoelettrico avrà un aumento, anche se di poco, di energia. Questo grazie a un progetto di modifica delle turbine a gas che attraverso il miglioramento dell’efficienza, porterà all’impianto di A2A altri 75 Mw senza bisogno di costruire nuovi impianti.

Oggi la centrale è costituita da due gruppi: uno da 773 megawatt Mw ed un secondo da 385 Mw. L’iter della modifica è partito il 23 aprile del 2019 e si è concluso lunedì scorso con il decreto emesso dal ministero dell’Ambiente di esclusione dalla Via del progetto.


Ora i lavori di modifica delle turbine potranno quindi partire. Ma con i vincoli imposti dal ministero. Da un lato, pur aumentando la potenza, è stato imposto alla centrale di non superare le emissioni attuali. In caso di spegnimenti obbligati, questi dovranno avvenire d’inverno. Il secondo obbligo è quello di effettuare prima dei lavori e poi ogni anno uno studio epidemiologico su campioni della popolazione nell’area di impatto delle emissioni.

La centrale di Sermide-Carbonara è entrata in servizio fra il 1981 e il 1985. Inizialmente aveva quattro sezioni a vapore alimentata da olio combustibile denso. Nel 2000 il gestore presentò il progetto di ambientalizzazione, cioè di miglioramento sul piano delle emissioni, trasformando a ciclo combinato (turbogas) due sezioni, alimentandole solo a metano. Per le due sezioni rimanenti era stato presentato un progetto di mantenimento in esercizio, bocciato dal ministero e dalla Regione. Così si è proceduto allo smantellamento, concluso nel 2013. L’impianto termico che ora si intende rinnovare «non è mai stato sottoposto a Valutazione ambientale», spiega il decreto.

Nel corso dell’iter il Comune di Sermide, la Regione e privati cittadini hanno presentato osservazioni. Segnalando il fatto che di fronte ad un aumento delle emissioni e del prelievo di acqua del Po non erano evidenti contropartite ambientali. Rilievi che sono stati in parte accolti dalla commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale. Il parere della commissione, rilasciato a novembre, riconosce che la centrale ha sempre rispettato i limiti emissivi ed i valori di concentrazione degli inquinanti (ossidi di azoto, monossido di carbonio, micropolveri) sono abbondantemente inferiori ai limiti di legge. Ma, conclude il parere, da un lato il progetto insiste in un dominio territoriale «che risulta particolarmente critico per la qualità dell’aria»; dall’altro «i dati sanitari evidenziano criticità inerenti la diffusione di malattie respiratorie nei bambini, patologie cardio-circolatorie e tumori polmonari tali da richiedere la prescrizione di condizioni ambientali cautelative».

In sostanza la centrale, pur aumentando la produzione, dovrà garantire che l’emissione di tutti gli inquinanti dai camini non superi quella autorizzata. Anche riducendo, se necessario, le ore di attività degli impianti. Un contingentamento che dovrà avvenire nella stagione invernale, quella che ha le condizioni meteo più sfavorevoli per disperdere gli inquinanti. Altra condizione imposta, quella di eseguire uno studio epidemiologico prima di iniziare i lavori e poi durante l’esercizio ogni anno «su campioni della popolazione nell’area di impatto della centrale». —


 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Nudo con una parrucca nella fontana delle Naiadi, polizia in acqua lo blocca lo arresta

La guida allo shopping del Gruppo Gedi