Contenuto riservato agli abbonati

Inchiesta sui farmaci letali: il medico rimane agli arresti domiciliari

MANTOVA. Resta agli arresti domiciliari Carlo Mosca, il primario del pronto soccorso dell'ospedale di Montichiari, arrestato una settimana fa con l' accusa di omicidio volontario per avere, secondo la ricostruzione della procura di Brescia, somministrato farmaci letali a pazienti affetti da Covid che sono deceduti nella prima fase della pandemia. Il medico, che in passato ha lavorato anche al pronto soccorso del Carlo Poma, venerdì aveva parlato per due ore e mezza nel corso dell'interrogatorio di garanzia, spiegando di non aver mai somministrato i farmaci indicati dagli inquirenti.

I suoi legali avevano chiesto la revoca della misura cautelare ma il giudice per le indagini preliminari ieri ha confermato gli arresti domiciliari per Mosca, che è già stato sospeso dalla direzione dell'ospedale. Il medico ha lavorato al pronto soccorso del Poma dal 2014 al 2017 e a Mantova tutti lo ricordano come un professionista serio e competente, anche se a volte troppo intraprendente sul luogo di lavoro, soprattutto nei confronti degli altri colleghi. Venerdì scorso Mosca davanti al gip del tribunale di Brescia si è dichiarato innocente rimarcando di operare solo per il bene dei pazienti. La procura di Brescia ha comunque disposto nuovi accertamenti e probabilmente vorrà sentire colleghi e pazienti. Secondo gli inquirenti il medico, 47 anni, nato a Cremona e residente a Mantova, avrebbe somministrato farmaci letali a due pazienti affetti da Covid deceduti a metà marzo. Una vittima ha 61 anni e la morte risale al 20 marzo; l'altra 80, e il decesso è del 22 marzo. — © RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Mantova: in 800 per dire addio al dottor De Donno

La guida allo shopping del Gruppo Gedi