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Mab Po Grande, al primo posto il turismo

Presentate le linee strategiche. I sindaci chiedono che si lavori come area vasta. Il segretario: fondamentali i collegamenti

MANTOVA. Sono state presentate le prime azioni pilota del Mab Unesco Po Grande (il progetto per creare uba riserva di biosfera sull’asta del fiume): promozione dei prodotti e della cultura, la connessione tra le comunità e il coinvolgimento dei giovani. Tutti i sindaci hanno chiesto che si lavori compatti come “area vasta”. La scorsa settimana si è svolta, in modalità da remoto, l’assemblea plenaria dei sindaci della Riserva con le province di Lodi, Piacenza, Pavia, Cremona, Parma, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo.

L’incontro è stato aperto dal segretario generale dell’Autorità distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli che ha sottolineato le prime azioni concrete previste. «Una delle esigenze fondamentali emerse dal confronto con i territori è rappresentata dal potenziamento dei collegamenti. Per garantire ai turisti e ai visitatori la possibilità di muoversi facilmente nelle nostre terre. Occorre mettere a sistema le diverse realtà. Con questo obiettivo lavoreremo su due fronti: investimenti e dialogo con le associazioni. In seconda battuta, prende avvio il percorso dedicato ai giovani PoGrande Youth, attraverso una serie di attività che coinvolgeranno le scuole di ogni ordine e grado. Attiveremo progetti di ricerca e formazione con le università. Si tratta di progetti di valorizzazione e tutela ambientale e di conservazione della fauna ittica locale».

Si tratta quindi di creare le condizioni per la partecipazione attiva dei giovani nel futuro del grande fiume. La segreteria operativa ha riassunto le tappe della Riserva e illustrato le azioni finora individuate che verteranno su tre grandi linee strategiche: la creazione di una rete di prodotti, filiere e servizi, la definizione di sistemi di connessione e continuità ambientale con le sue dimensioni ecologiche di acqua e di terra, la valorizzazione del patrimonio culturale.

In particolare musei, biblioteche, manufatti, capanni, cave dismesse e la ricognizione degli eventi della tradizione locale lungo il fiume. Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi amministratori dei comuni coinvolti che hanno valutato positivamente le proposte, sottolineando la necessità e l’intenzione di ragionare come “area vasta”. Confermando quindi la piena volontà di interagire e creare connessioni tra territori anche non di immediata vicinanza.

A concludere è stato ancora Berselli. «I territori hanno chiesto di ragionare in un’ottica di area vasta. È la dimostrazione che il lavoro fatto in questi mesi sta dando frutti, in quanto abbiamo toccato con mano quanto una programmazione dettagliata e uniforme possa risultare più efficace rispetto a una visione limitata ai propri confini comunali o provinciali. Con questo approccio positivo e costruttivo ci sono i presupposti per guardare con ottimismo al futuro». Nelle prossime settimane sono in programma gli incontri che vedranno il coinvolgimento degli attori portatori di interessi del mondo privato. 

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