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Mantova, rinasce Borgonuovo: venduti i primi dieci appartamenti nei palazzi vuoti

Il liquidatore dell’immobiliare fallita: altri sedici sono pronti. A operazione finita saranno oltre cento gli alloggi riqualificati.  La società Grindhouse: «Ultimi giorni d’attesa per l’installazione del cappotto termico nella Torre»

MANTOVA. Fino a pochi anni fa sembrava destinata a essere un pezzo di periferia in degrado e stato di abbandono. Con intere palazzine occupate abusivamente da disperati che vivevano in condizioni precarie, spesso con allacciamenti poco sicuri a gas e a energia elettrica. Oggi via Gaber, ai margini del quartiere Borgonuovo (oltre la circonvallazione Sud), è in avanzata fase di recupero e rilancio.

I due palazzi rimasti vuoti dopo la loro costruzione, avvenuta nei primi anni Duemila, sono al centro da alcuni mesi di operazioni di recupero che hanno portato ai primi risultati concreti: la vendita di una decina di appartamenti. Ma è solo il primo passo: altri ne seguiranno a breve.


«Abbiamo concluso i lavori nel primo lotto comprendente ventisei appartamenti. Ne abbiamo venduta una decina che andrà a rogito in marzo. A quel punto i proprietari potranno andare a viverci. Ma nei prossimi giorni farò un sopralluogo nel secondo lotto, per dare il via libera all’appalto dei lavori di recupero di altri trentadue alloggi».



A parlare è Leonardo Pagni, liquidatore dell’ex agenzia Le Robinie, società immobiliare che faceva capo alla coop edilizia Unieco di Reggio Emilia, l’impresa che costruì il quartiere nell’ambito del Pru di Borgochiesanuova del 2002. Il palazzo di cui parla Pagni è suddiviso in tre blocchi di appartamenti. Il terzo blocco è il più grosso e comprende 45 appartamenti. I lavori, in questo caso, sono un po’ più lontani nel tempo: l’appalto potrebbe essere lanciato a fine anno. In ogni caso a operazione finita, il totale di appartamenti recuperati e riqualificati (il palazzo è stato dotato di un cappotto che aumenta l’efficienza termica) saranno più di cento.



In contemporanea sono in corso i lavori per la riqualificazione dell’altro condominio costruito da Unieco e rimasto in stato di abbandono per anni. È la cosiddetta Torre (quarantasei appartamenti distribuiti su otto piani), che si trova a poca distanza da quello curato da Pagni.

La proprietà è della società Grindhouse che ha acquistato il palazzo quasi un anno fa dal liquidatore delle ex Robinie. Sembrava che a gennaio potessero essere messi sul mercato (qui gli alloggi vengono dati solo in affitto) i primi appartamenti, ma le operazioni di posa del cappotto termico e la conseguente tinteggiatura sono state rimandate a quando le temperature saranno un po’ più miti.



«A marzo saranno disponibili i quattro appartamenti del primo piano – spiega Katja Acquaroli, presidente di Grindhouse – le parti interne del palazzo (impianti elettrici e idraulici) sono finite». In questo caso non è prevista la vendita degli alloggi: saranno in affitto. 
 

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