Corneliani Mantova, c’è il sì del cda alla continuità per tutto febbraio

Orezzi (Filctem Cgil): "Conquista delle lavoratrici". E  Boglione torna in via Panizza col suo staff

MANTOVA. Questa volta è molto più di una boccata di speranza, questa volta è ossigeno che riempie i polmoni: il consiglio di amministrazione della Corneliani  ha detto sì alla continuità produttiva e commerciale per tutto il mese di febbraio. La notizia arriva in coda alle due ore di sciopero con presidio ai cancelli, quando lavoratrici e lavoratori hanno già fatto rientro a casa senza ancora sapere che ce l’avevano fatta. «Oggi si torna a respirare per davvero dopo una battaglia di 45 giorni al gelo»: le parole in serata del segretario generale della Filctem Cgil Michele Orezzi traducono bene cosa significa quel sì del cda. Proroga al piano di concordato e continuità: queste la due richieste della mobilitazione scattata l’antivigilia di Natale, queste le due conquiste che portano la firma dell’onda rossa. Ora davvero tutto dipende dalle offerte degli investitori interessati, ma anche su questo fronte non mancano segnali positivi: oggi 4 febbraio il patron di BasicNet Marco Boglione torna con il suo staff in via Panizza dove gli verranno messi a disposizione alcuni uffici per completare gli approfondimenti necessari a sciogliere le riserve.

IL CDA: CONTINUITA' E DUE CONSULENZE


La priorità è consegnare nei tempi ai clienti la collezione primavera-estate 2021: è il punto fermo uscito dal consiglio di amministrazione riunito dalle 15. Il cda ha anche deciso di chiedere due ulteriori consulenze esterne sulla liquidità necessaria a garantire l’attività nei prossimi mesi, ma intanto il risultato è il via libera alla continuità produttiva e commerciale per tutto febbraio. Per questo dipendenti e sindacati si stavano battendo con il sindaco Mattia Palazzi che ha continuato anche nelle ultime ore a operare dietro le quinte, portando avanti un lavoro di diplomazia con soci e vertici aziendali.

I SINDACATI: ERA QUELLO CHE VOLEVAMO

«Il 23 dicembre, all’apertura dello stato di agitazione, chiedevamo solo la massima proroga del concordato in bianco e che fosse in continuità produttiva e commerciale: per ottenere queste due cose di vitale importanza abbiamo dovuto battagliare al gelo per 45 giorni. Oggi però è una bella giornata regalata a lavoratrici e lavoratori che ci ripaga dei sacrifici fatti per sostenere con determinazione la lotta»: a ricordare questi quasi due mesi di scioperi, presidi e ansia è il segretario generale della Filctem Michele Orezzi. Due mesi che li hanno visti dapprima strappare all’azienda la richiesta di rinvio per il piano di concordato, poi ottenuto, e ora anche quella continuità per la quale aveva lanciato una petizione online e un appello con il sindaco dall’aula consiliare. «Ora si torna a respirare per davvero – conclude il sindacalista – con l’attenzione che si sposta sui tavoli istituzionali: soprattutto il 15 febbraio sul tavolo del Mise si dovranno vagliare tutti i progetti concreti di salvataggio e rilancio, che ovviamente devono partire dalla salvaguardia dell’occupazione mantovana, per la Corneliani». Una conquista «che ci consente – aggiunge il segretario generale di Femca Cisl Gianni Ardemagni – di avere il tempo che serve per arrivare a una proosta concreta da parte di BasicNet e continuare il percorso per una soluzione che coniughi continuità e salvaguardia dell’occupazione». Una «buona notizia, un altro passo di avvicinamento al salvataggio – commenta il segretario generale di Uiltec Uil Giovanni Pelizzoni – in attesa dei tavoli istituzionali».

IL PRESIDIO CI SPERAVA: I SEGNALI C'ERANO

Se fino al tavolo Mise del 27 gennaio il congelamento della programmazione del lavoro di febbraio aveva fatto temere un imminente blocco delle attività, da lunedì 1° febbraio in azienda qualcosa stava cambiando. «Gli uffici hanno avuto il via libera a procedere con l’organizzazione e vogliamo pensare positivo, che si inizi a costruire il ponte che serve al nostro futuro»: Deborah Comoglio di Femca Cisl, anche ieri in presidio con Orezzi , ci sperava e come lei le lavoratrici tornate in sciopero in attesa del cda. Dopo due mesi di montagne russe emotive, in questo 3 febbraio ai cancelli c’era voglia di aria nuova. E dopo 45 giorni è arrivata.
 

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