Mantova, il Tar elimina un ostacolo: il sovrappasso può procedere

I giudici hanno respinto il ricorso della società che avrebbe dovuto realizzarlo. Ora Rfi può andare avanti nell’ambito del raddoppio della linea verso Milano

MANTOVA. Avviare delle opere pubbliche su cui pende la spada di Damocle di un ricorso giudiziario non è mai consigliabile. Quando, però, un tribunale, anche se in primo grado, sgombera il campo da qualsiasi pericolo legale, tutto si tinge di rosa.

È il caso del sovrappasso ferroviario accanto al cimitero di Angeli che dovrà collegare le ex statali Cremonese e Sabbionetana, opera prevista dal 2003 e mai realizzata, ma che ora è rientrata tra gli obiettivi di Rfi nell’ambito del raddoppio della linea ferroviaria tra Mantova e Piadena. Il Tar di Brescia ha, infatti, respinto il ricorso della Cgi srl di Carpi, la società che assieme alla Mantegna della vicina lottizzazione di Belfiore avrebbe dovuto realizzare il sovrappasso a scomputo di oneri di urbanizzazione, e condannata a pagare al Comune le spese legali fissate in 5mila euro. Per la società resta aperta la strada del ricorso al Consiglio di Stato, ma dall’altra parte della barricata il Comune può dormire sonni tranquilli visti i contenuti della sentenza che demolisce il ricorso in ogni sua parte.


Adesso il sovrappasso, di cui esistono solo la rampa e i due rondò alle estremità, tutti monumenti all’abbandono, si fa sempre più concreto grazie all’impegno preso da Rfi nell’ambito dei lavori del raddoppio della linea per Milano. La strada è spianata e il traguardo si avvicina. Quel terrapieno avrebbe dovuto rappresentare l’avvio del sovrappasso della linea ferroviaria Mantova–Milano e della bretella che avrebbe dovuto congiungere le ex statali Sabbionetana e Cremonese e collegare da una parte gli insediamenti previsti dai piani ex Cariplo e ex Macello al cimitero principale e, dall’altra, le Torrette. La Cgi avrebbe dovuto operare dalla parte della ex statale Cremonese, mentre sul versante opposto della ex statale Sabbionetana sarebbe toccato all’immobiliare il Dosso (l’anno scorso ha rivisto il suo piano attuativo, da cui è stato stralciato il sovrappasso, e si è detta pronta a completarlo).

I lavori iniziarono ma poi si interruppero e il Comune, alla scadenza della convenzione urbanistica, nel 2013 escusse le fideiussioni delle società Icg e Mantegna che avrebbero dovuto realizzare in solido le opere di urbanizzazione, sovrappasso compreso. Icg non ha condiviso e ha fatto ricorso al Tar, nel 2017, per avere indietro la fideiussione (241mila euro) e il risarcimento danni.

I giudici amministrativi, invece, hanno deciso diversamente. Il Comune non è stato inadempiente, sostiene il Tar. Anzi, contrariamente a quanto sostiene Icg, ha messo a disposizione le aree su cui realizzare sovrappasso e bretella di collegamento e ha correttamente escusso le due fideiussioni visto che le due società non avevano realizzato le opere di urbanizzazione previste nella convenzione. Convezione che non si poteva prorogare come voleva la Icg perché già scaduta prima dell’entrata in vigore della nuova legge che ne avrebbe allungata la vita. —
 

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