A Mantova i piccoli teatri sperano ancora: «In scena il prima possibile»
 

Il Minimo: «Spettacolo pronto in un paio di settimane». La Campogalliani: «Puntiamo a un evento per il nostro settantacinquesimo». Al Sociale si andrà a dopo Pasqua

MANTOVA. «Quando avremo il via libera, contiamo di tornare in scena con uno spettacolo il prima possibile». Nei piccoli teatri di città si torna a sperare di accogliere a breve gli spettatori dopo lunghi mesi di chiusura. Costi e preoccupazioni non mancano di certo, ma l'obiettivo è quello di essere pronti in caso di evoluzione positiva della situazione.

«Abbiamo alcuni spettacoli che potremmo mettere in piedi in un paio di settimane – racconta Fiorenza Bonamenti di Teatro Minimo, la cui casa è al Gradaro – stiamo cercando di capire come muoverci per le prove, che al momento paiono consentite solo per la preparazione di spettacoli in streaming. Abbiamo voglia di ripartire e vedere il nostro pubblico».

Il 2020 è stato un anno quasi del tutto privo di eventi. «Lo scorso anno abbiamo realizzato uno spettacolo a fine gennaio per il Giorno della Memoria, poi più nulla – prosegue Bonamenti – Quando venne deciso il lockdown eravamo impegnati in prove per uno spettacolo che avrebbe dovuto debuttare l'8 marzo. Ovviamente si fermò tutto. Ci siamo ritrovati in estate, ma solo per delle prove. Abbiamo scelto di non puntare sullo streaming, servirebbe una regia televisiva che non abbiamo. Attendiamo schiarite».
 
Simile il punto di vista alla Campogalliani, il cui campo base è il teatrino di Palazzo d'Arco. «L'emergenza sanitaria di questi mesi ha portato al rinvio di diversi spettacoli – commenta Francesca Campogalliani – la nostra speranza è di recuperarli il prima possibile. Siamo consapevoli che per riaprire sarà necessario un lavoro di preparazione, ma ci manca troppo il contatto con il pubblico, l'aspetto umano. E poi vorremmo festeggiare al meglio i 75 anni di vita della Campogalliani. Per l'estate ci piacerebbe realizzare qualche evento nel cortile di Palazzo d'Arco, ne discuteremo con la Fondazione». 
 
Più complicata la situazione delle grandi strutture. A partire dal teatro Sociale. «Per il ritorno degli spettacoli dal vivo credo si vada dopo Pasqua – spiega il presidente Paolo Protti – alle compagnie impegnate nei tour nazionali servono certezze. Possibile che le maglie si allentino un po' a metà aprile».
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