Cinque  mesi di tamponi sugli studenti, il virus non corre nelle aule

I positivi sono meno del 2%. L’Ats: «La scuola non amplifica la diffusione». Gli alunni contagiati sono 1.115, gli insegnanti 107. Finora 5.300 in isolamento

MANTOVA. La curva che disegna il contagio nelle scuole segue lo stesso andamento temporale del resto della popolazione generale, ma si colloca su valori nettamente più bassi. Il rischio di contagio in aula è quindi minore rispetto alla possibilità di infettarsi lontano da banchi e lavagne.

In poche parole, sintetizzano gli esperti dell’Ats Val Padana «la scuola non è un amplificatore del contagio e le disposizioni finora attivate sono state utili, ma gli adolescenti, soprattutto nella fascia 12-18 anni, hanno relazioni sociali extrascolastiche maggiori e quindi è più alto il rischio di contrarre il virus».


Ed è per questo motivo che in questi giorni, con la ripresa delle lezioni in presenza alla superiori, sarà intensificato il monitoraggio per valutare se la ripartenza avrà ripercussioni sui contagi. La secondarie di secondo grado diventato dunque osservate speciali, con riferimento anche al trasporto scolastico. Infine una buona notizia: per il momento in classe nessun caso di variante al virus. Sono queste le conclusioni a cui è giunta la task force dell'Ats che da inizio settembre analizza la situazione nelle 384 scuole mantovane. Il report è curato dagli operatori del Gruppo Scuola coordinati dalla dottoressa Laura Rubagotti e dall’Osservatorio Epidemiologico dell’Ats diretto dal dottor Marco Villa.

I DATI AL 31 GENNAIO

Dalla prima campanella al 31 gennaio i casi di positività tra alunni e studenti hanno raggiunto quota 1.115 pari a meno del 2% dell’intera popolazione scolastica composta da 384 classi e quasi 60mila studenti. La percentuale maggiore di tamponi positivi si rileva nelle scuole medie (2,2%), la più bassa nelle scuole dell’infanzia (1,40%). In totale sono107 i casi positivi riscontrati invece tra il personale scolastico.

L'ISOLAMENTO

Le classi finora messe in isolamento per almeno un caso di contagio in aula sono 585, per un totale di 5.330 studenti. Le elementari hanno avuto il maggior numero di alunni allontanati dall’aula (2.595) ma rappresentano anche gli istituti con il maggior numero di frequentanti.

L'IMPATTO

L’impatto sulla scuola, dato dalla somma dei casi positivi e di quelli isolati, si colloca ora all’11% contro il 16% delle due settimane tra fine novembre e i primi di dicembre. La media di studenti positivi negli ultimi due mesi si è stabilizzata intorno ai 10 casi al giorno dopo che era stato raggiunto un picco di oltre 15 all’inizio di novembre.

In generale la percentuale di tamponi positivi nella fascia di età fino a 19 anni è sostanzialmente stabile intorno al 12% dalla fine di novembre pur presentando un picco con valori molto elevati (oltre il 18%) nella prima settimana dell’anno, quando però il numero di tamponi effettuati era ridotto rispetto allo standard abituale pari a circa mille a settimana. In tutto, da settembre a fine di gennaio i tamponi sono stati oltre 22mila nella fascia di età 0 – 19 anni.

L'INTERA POPOLAZIONE

La seconda ondata ha impattato soprattutto sulla parte più anziana della popolazione mantovana, mentre le curve dei nuovi casi nelle diverse fasce d’età sono praticamente sovrapposte, con i più piccoli colpiti in misura minore rispetto. «A riprova – sottolineano all’Ats – che la scuola riflette il contesto cui appartiene piuttosto che amplificare la diffusione epidemica». —




 

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