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Mantova, sei preti in preghiera per l’ultimo saluto al notaio Nicolini

Commozione per l’ex guida della Fondazione mantovana. Canti e letture per onorare un uomo pronto ad aiutare tutti

MANTOVA. Qui comincia la vita. Questa, per i cristiani, è la morte. Il carro funebre con la bara di Mario Nicolini - che fu notaio a Mantova, conosciuto e stimato, morto martedì a 78 anni - è uscito dal portone di via Principe Amedeo 43, sua abitazione e dove ha avuto lo studio fino a una decina di anni fa, prima della pensione.

Oggi pomeriggio (10 febbraio), pioveva ma stava per finire, sotto il cielo grigio il carro è transitato lento verso la chiesa di Santa Maria del Gradaro. Capienza massima 120 persone, diceva il foglio appeso alla posta d’ingresso. Troppo stretta questa chiesa, grande, medievale, bellissima, poetica e semplice, senza addobbi, con don Andrea Ferraroni che da un altare spoglio di tutto ciò che non serviva ha celebrato la messa insieme ad altri cinque preti: Alberto Formigoni, Riccardo Gobbi, Lino Azzoni, Simone Zacchi e Renato Pavesi.


Chiesa del Gradaro nella cui parrocchia Mario Nicolini è stato catechista per gli adulti e ha organizzato corsi sulla parola della Bibbia, «sapienza che viene da una parola antica», che si rinnova, come don Andrea ha poi detto nel ricordo di Mario («fratello Mario che si è addormentato in Cristo» in attesa di «risorgere in lui») parlando della sua umanità, del suo modo di aiutare chi ha bisogno di essere aiutato. All’incedere del feretro il coro ha cantato “Quando il Signore le nostre catene”, poi “Risanaci, Signore, Dio della vita”. Poi è stata letta la Lettera di san Paolo agli Efesini, la stessa che Mario aveva ascoltato domenica scorsa durante la messa in streaming.

Tempo di pandemia. Tutto era composto, come in un’antica messa del medioevo, dove la morte non è una sconfitta o una resa ma una vittoria. All’Alleluia di Spello è seguita la lettura del Vangelo di Marco, la guarigione degli ammalai e degli indemoniati. Ancora il canto: “Signore sei tu il mio pastore”, “Osanna nell’alto dei cieli”. Poi l’eucarestia, sempre accompagnata dal canto: “Eccomi” e “Chi ci separerà”.

Don Andrea ha lasciato spazio al messaggio registrato inviato da Bologna da don Giovanni Nicolini, il fratello di Mario. All’incensazione “Nella tua pace”. All’uscita “Ora lascia”. L’ultimo sole d’inverno ha accarezzato chi ha voluto dare l’estremo saluto a Mario Nicolini, un arrivederci.

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