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Mantova, ok alla variante di Valdaro. Porte aperte agli scandinavi

Con il via libera ora è a disposizione un’area da 100mila metri per il polo logistico.  E la piattaforma intermodale collegata con il porto si sposterà all’Olmo Lungo



MANTOVA. La variante al piano insediamenti produttivi di Valdaro è realtà. La giunta comunale l’ha approvata definitivamente e ora, per la società Valdaro spa che l’aveva proposta, non ci sono più ostacoli per accogliere la multinazionale scandinava intenzionata ad insediare, a un tiro di schioppo dal porto fluviale, un polo logistico.


La cornice normativa è fatta e le aree, 170mila metri quadrati ai confini tra i Comuni di Mantova e di San Giorgio (la multinazionale, però, guarda alla sponda del capoluogo) sono disponibili per l’acquisto.

La variante era stata adottata dalla giunta due mesi fa; durante questo tempo c’era la possibilità di presentare osservazioni. Nessuno, però, ha avuto niente da ridire sul progetto così come proposto inizialmente. Ciò ha consentito alla giunta, mercoledì scorso, di approvarla definitivamente, senza tentennamenti.

«In questo modo – osserva l’assessore all’ambiente all’urbanistica Andrea Murari – il piano insediamenti produttivi ha completato il suo percorso con una variante conforme al piano di governo del territorio e, per questo, di competenza della giunta e non del consiglio comunale». In tempi, dunque, più celeri che gli imprenditori avranno apprezzato.

Con la variante si sposta ufficialmente la piattaforma intermodale della Provincia dalla zona del Pip a quella della vicina lottizzazione privata di Olmo Lungo. Va detto che questa è la conseguenza dell’accordo sottoscritto dalla Provincia e dai Comuni di Mantova e San Giorgio.

In questo modo si liberano dei terreni edificabili nel piano insediamenti produttivi, che cambiano destinazione d’uso diventando da attrezzature pubbliche a produttivi. Con la variante la Valdaro spa è riuscita ad accorpare vari lotti in modo da farne uno unico da 170mila metri (ma sempre frazionabile), molto più appetibile rispetto a quelli di pezzatura più ridotta che c’erano prima.

Il Comune, inoltre, dalla Valdaro spa ha ricevuto in cambio delle aree standard su cui realizzerà un’area di sosta per i Tir che servono le aziende della zona.

Chi acquisterà i terreni della Valdaro (gli scandinavi hanno nel mirino almeno 100mila metri quadrati) potrà contare sulla prossima piattaforma intermodale ferro-gomma con un binario di 750 metri che passerà nel corridoio tra la nuova Paganella e la Tcf. Lì potranno arrivare e partire diverse merci, che saranno in grado anche di raggiungere il vicino porto collegato alla piattaforma (di cui la Provincia ha già approvato il progetto preliminare) con l’attuale raccordo ferroviario.

Il porto è il valore aggiunto di tutta la vasta area produttiva da tre milioni di metri quadrati (sia privati che pubblici, già occupati oppure liberi) che si estende dall’Ostigliese sino al casello di Mantova nord lungo l’Autobrennero, tecnicamente definita “retroporto”. Qui già hanno messo radici aziende importanti come Rossetto e ora si attende la calata degli scandinavi, nuovo motore di sviluppo per un’area che offre grosse potenzialità agli investitori. Con un porto che si appresta a cambiare governance coinvolgendo anche Autobrennero spa e gli imprenditori veronesi di Zai.
 

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