Tra stop and go, paura e pochi soldi: a Mantova i centri estetici arrancano

Dall’impossibilità di programmare il lavoro alle clienti che rinunciano ai trattamenti per risparmiare 

MANTOVA. Trattamenti dalla durata di settimane o mesi, difficili da programmare in un periodo segnato da Regioni a colori e da norme che cambiano spesso con poco o nessun preavviso. Uno scenario che complica il lavoro dei centri estetici, già alle prese con una minore disponibilità di spesa dei clienti e da timori e ansie dei tanti che hanno limitato le uscite di casa in questo anno di emergenza Covid. Se in zona gialla, nel rispetto dei protocolli di sicurezza sanitaria, anche queste attività possono regolarmente restare aperte, ciò non toglie che le difficoltà del 2020 non siano ancora alle spalle e si facciano ancora sentire.



«Noi abbiamo aperto la nostra attività nel novembre 2019 – raccontano Corinne Giusti e Roberta Gatti di Marco Post di via Cavour – i primi mesi, però, sono solitamente dedicati alla formazione e alla necessità di farci conoscere dalle clienti. La vera partenza è stata a gennaio dello scorso anno, ma il lockdown ci ha subito bloccate. In estate, con la riapertura, c'è stata una ripresa significativa, poi è arrivato il nuovo lockdown in autunno. Va detto che già nelle settimane precedenti c'era stato un calo di clienti, forse perché le persone fiutavano già nuove chiusure. Purtroppo queste continue aperture e chiusure incidono. Noi abbiamo percorsi che durano anche anni, deve esserci una sicurezza di continuità».

Mascherina, distanziamento, un solo cliente alla volta all'interno della struttura. Il rispetto delle norme è rigido. «I clienti sono un po' disorientati dalle decisioni delle istituzioni – raccontano ancora – in un periodo come questo, poi, faticano a rilassarsi. Noi, però, non ci abbattiamo, crediamo che le cose possano tornare alla normalità».

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Inevitabile che la pandemia abbia cambiato molte abitudini. «Prima avevo diverse clienti che venivano dai paesi vicini – racconta Chiara Marconcini dell'istituto di bellezza Bloom di San Giorgio – quel numero è diminuito ma sono aumentate le clienti di San Giorgio. Credo sia il frutto delle norme sugli spostamenti tra Comuni. Quasi come una volta, quando si andava nell'attività del proprio paese. In tanti hanno ricominciato a chiamare quando siamo tornati in zona gialla. Resta in alcune persone qualche dubbio legato al contatto. Più che per i trattamenti proprio per la paura di uscire di casa, di incontrare altre persone. Ma noi usiamo tutte le precauzioni e siamo tranquilli».

Non manca chi ha dovuto dare un taglio alle spese, vista la situazione economica non facile. «La gente è più attenta al portafoglio – prosegue Marconcini – le persone si concentrano sui trattamenti necessari, magari legati ad aspetti di salute, e ci pensano di più quando devono comprare un prodotto o sottoporsi a un massaggio rilassante. Io, però, sono fiduciosa e spero in una ripartenza più netta nella seconda parte dell'anno».

«La voglia di mettersi in forma c'è – aggiunge Paola Natalini di Salus Lab di via Cremona – l'aspetto economico, però, incide. Magari si vendono meno pacchetti da venti sedute e più pacchetti piccoli. Per i trattamenti lunghi servirebbero maggiore tranquillità e prospettive di stabilità». «Chi rispetta le regole deve poter lavorare, come per ogni categoria – conclude il direttore di Confesercenti, Davide Cornacchia – i centri estetici seguono protocolli rigorosi e hanno fatto investimenti onerosi. Chi rispetta le regole va tutelato, mentre serve fermezza con chi sgarra».

 

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