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Falsi avvocati alla porta per recuperare crediti: «Attenzione alle truffe»

L'allerta di Federconsumatori: fingono di essere incaricati dalle società finanziarie e bussano per ottenere i soldi che la vittima di turno fatica a restituire

MANTOVA. Di finti avvocati è piena la famiglia dei truffatori, ma quelli che hanno preso a bussare alle porte dei debitori in affanno sono particolarmente pericolosi. Fingono di essere incaricati dalle società finanziarie e bussano per ottenere i soldi che la vittima di turno fatica a restituire. Pretendono bonifici su conti privati o firme sotto cambiali.

La domanda è: come fanno questi finti avvocati a conoscere l’identità dei debitori? La truffa poggia su una violazione della privacy che inquieta. Ecco perché sono pericolosi, soprattutto adesso che la pandemia ha asciugato i risparmi e aggravato la precarietà.

A denunciare la truffa è Federconsumatori, che ha ricevuto diverse segnalazioni dall’Alto Mantovano e dal capoluogo. In un caso il sedicente emissario dell’agenzia si è presentato a casa di una signora alle nove di sera. Colta alla sprovvista, la donna l’ha lasciato entrare, salvo poi annusare la truffa. A un altro debitore in disgrazia è stato proposto uno scambio da favola: 17mila euro di cambiali per liquidare un prestito da 30mila euro.

«Temiamo che questi casi siano soltanto la punta di un iceberg molto grande – avverte il presidente di Federconsumatori Mantova, Luigi Pace – non vogliamo alimentare allarmismi, ma invitare la gente a tenere gli occhi aperti e, se qualcuno si presentasse a casa, avvertire le forze dell’ordine. Purtroppo nell’ultimo anno, e dopo l’introduzione delle nuove regole bancarie europee, che non consentono più di andare in rosso, le truffe si sono moltiplicate. E con toni violenti».

Per disinnescare qualsiasi dubbio sulle condizioni di prestiti e mutui, Federconsumatori offre il servizio trasparenza, affidato al consulente Domenico Ciciriello, e all’avvocato Francesca Biancamaria Ponzoni (i contatti dell’associazione sono 335.7126 602 e 347.2304492). A denunciare la truffa a livello nazionale è intervenuta la stessa Agos, tra le finanziarie più robuste, ribadendo che «le società non chiederanno mai di usare forme di pagamento a favore di soggetti diversi dall’azienda». Occhio alla beffa, ché si rischia di dover pagare due volte.



 

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