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La ministra mantovana Bonetti: «Sono al fianco dei mantovani per le sfide future»

«Sarà un governo dai profili diversi ma si rivolgerà a tutti». L’importanza della sua famiglia nell’accettare l’incarico



MANTOVA. «Giuro di essere fedele alla Repubblica...». La mascherina copre il viso e, quindi, ogni emozione, ma è facile immaginare che Elena Bonetti, ministro alle pari opportunità e famiglia, mentre recita la formula del giuramento davanti al capo dello Stato, senta dentro un turbinìo di sentimenti che, dall’esterno, è difficile codificare. Certo, lei è al secondo giuramento, ma non è che uno per questo si abitui

. E infatti, in serata, al termine di una lunga e faticosa giornata, la ministra fa sentire la sua voce al telefono per manifestare i suoi sentimenti.

«È un onore grande e una grande emozione – confessa – sono grata al presidente Mattarella e al presidente Draghi per questa ulteriore occasione di mettermi al servizio del paese. Ritorno al ministero che avevo lasciato ma con ulteriore slancio. C’è un percorso che va rilanciato, costruito e incarnato nell’azione di questo nuovo governo chiamato a mettere al centro le nuove generazioni, gli uomini e le donne, la loro possibilità di liberare sogni e desideri. È il tempo dell’opportunità, del futuro quello che dobbiamo costruire».

Ammette che si conviverà in un governo «dai profili diversi» ma «con la necessità di ricomporre la responsabilità della politica di rivolgersi a tutti. Per Mantova c’è uno spazio di impegno che rinnovo costantemente e con più tenacia a fianco della mia comunità di Italia Viva, in particolare dell’onorevole Colaninno con cui condivido l’impegno istituzionale a Roma. Un impegno che si allarga a tutte le istituzioni territoriali e anche alle altre forze politiche. Ci sono importanti sfide per il Mantovano che dobbiamo interpretare: il tema educativo, il sostegno alle nuove generazioni ma anche la promozione del lavoro femminile e dei servizi alle famiglie. Sono a fianco delle istituzioni e dei cittadini mantovani per dare un’opportunità migliore anche al nostro territorio».

La ministra si sofferma anche sull’aspetto personale di una «chiamata» che l’ha colta un po’ di sorpresa: «Ero rientrata al lavoro all’università di Milano – afferma – avevo ricominciato un percorso, quello della ricerca, che avevo interrotto ed ero tornata alla dimensione di normalità nella quotidianità, sia nel mio lavoro che nella mia famiglia». Questa condizione, però, è durata poco: «Questo incarico arriva come un’emozione grande che ho ricevuto e accolto insieme alla mia famiglia, che mi ha profondamente emozionato nelle parole pronunciate dal presidente Draghi».

L’appoggio della famiglia è stato determinante nell’accettare il ritorno a Palazzo Chigi, quasi a promettere che governerà con gli affetti più cari: «Con la mia famiglia abbiamo accolto ancora questa sfida e su questo ci siamo resi disponibili a servire per questo pezzo di strada l’Italia».
 

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