Con l'auto nel canale: muore papà 40enne di San Giacomo delle Segnate

L'incidente il 14 febbraio nella vicina Concordia: Alan Fava lascia una figlia di 4 anni. Ex calciatore, con lui tra i pali la Poggese aveva vinto un campionato

 

SAN GIACOMO DELLE SEGNATE. Lutto nella Bassa per Alan Fava, morto in un violento incidente stradale domenica 14 febbraio nel Modenese. Originario di Concordia sulla Secchia, si era trasferito a San Giacomo delle Segnate. Legato da sempre al Mantovano, aveva giocato in diverse squadre di calcio della zona. Aveva 40 anni e lascia una bambina di quattro, oltre ai genitori Orazia e Gianni e al fratello minore Mattia. Da una settimana lavorava in un’azienda di Ostiglia, la Save di Fabrizio Borghi.

Oltre ai familiari sono in tanti a piangere Alan, che aveva molti amici ed era molto conosciuto a Poggio Rusco, che frequentava da anni. In tanti tra il Modenese e il Basso mantovano hanno affidato ai social un ricordo.
L’incidente è avvenuto intorno alle 17 di domenica.
 
Il quarantenne ha perso il controllo della sua auto, una Mercedes, tra Concordia e Vallalta, a pochi chilometri dal confine con il Mantovano. Stava guidando in direzione di San Giacomo. L’auto ha sbandato ed è uscita di strada per terminare la sua corsa ribaltandosi nel canale Gavello, che corre perpendicolarmente alla strada provinciale 7. A nulla sono valsi i soccorsi intervenuti rapidamente. 
 
La dinamica dell’incidente non è ancora stata chiarita: la polizia locale di Concordia sulla Secchia è al lavoro per fare luce su quanto accaduto, ma è stata esclusa la presenza di altri veicoli coinvolti. Sul posto è arrivato anche il sindaco Luca Prandini, che di Alan era amico e che ha dovuto informare la famiglia. 
 
Fava aveva giocato in diverse squadre di calcio della Bassa mantovana: il Quistello, la Gennari di Schivenoglia e poi la Poggese, che aveva vinto il campionato quando lui era tra i pali. Alan giocava come portiere, e aveva fatto due stagioni a Poggio, tra il 2016 e il 2018. Era stato protagonista dell’annata nella quale la squadra aveva vinto il campionato, salendo di categoria, e l’anno successivo, quando si era classificata quarta. 
 
«Un ragazzo pieno di vita, spiritoso e molto generoso – così lo ricorda la dirigenza della Poggese – era un piacere averlo in squadra, un bravo ragazzo. Un ragazzo d’oro, serio e disponibile, molto educato e rispettoso. E molto bravo in campo, era parte di una squadra molto forte ed affiatata che aveva ottenuto grandi risultati. La notizia ci ha colpito e sconvolto, facciamo ancora fatica a crederci e non troviamo parole».
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