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A Mantova ancora niente vaccino per i prof: «Grave ritardo, facciano in fretta»

La protesta dei settemila insegnanti: «Solo un terzo di noi riceverà la dose destinata agli under 55»

MANTOVA. Insegnanti sul piede di guerra per i ritardi nella somministrazione del vaccino. In questi giorni l’Asst di Mantova ha iniziato la distribuzione del vaccino AstraZeneca – 1.800 dosi consegnate alla farmacia del Poma il 9 febbraio – agli studenti dei corsi di laurea sanitari e ai liberi professionisti della sanità come farmacisti e odontoiatri. Il vaccino sarebbe però destinato anche agli insegnanti con età inferiore ai 55 anni, ma per il momento prof e collaboratori scolastici – nel Mantovano poco più di settemila – dovranno attendere. È quanto fanno sapere dall’Asst di Mantova e dall’Ats: «Per il mondo della scuola siamo in attesa di indicazioni ministeriali e regionali». Il malumore tra i docenti però è già evidente, sia per i ritardi sia perché la soglia anagrafica fissata dall’Aifa per ricevere il vaccino AstraZeneca è quella dei 55 anni.

In queste ore cresce l’apprensione e il personale della scuola è seriamente preoccupato per le varianti che circolano in Italia. Quella inglese pare diffondersi con particolare facilità soprattutto tra i giovani e un recente studio ha appurato che è più contagiosa dal 30 al 50 per cento e avrebbe una mortalità superiore del 30-70 per cento.


Pasquale Andreozzi, segretario generale della Cgil scuola di Mantova, parte in quarta: «Siamo in grave ritardo e purtroppo in Lombardia continua questa situazione di inefficienza e mancanza di chiarezza sulle priorità da seguire sui vaccini. Venerdì avremo un incontro con il provveditore e faremo domande relative alla capacità di distribuirli nel più breve tempo possibile. Troviamo inoltre folle che lo si dia solo a chi ha meno di 55 anni, quando la maggior parte dei lavoratori della scuola supera questa soglia».

Ma quanti sono gli insegnanti nel Mantovano? Il mondo della scuola conta in totale più di settemila lavoratori: 4.200 docenti a tempo indeterminato, un migliaio a contratto e duemila collaboratori. Circa il 30 per cento ha meno di 55 anni. E così circa duemila riceveranno il vaccino e gli altri cinquemila non sanno ancora se e quando. Anche Massimo Pantiglioni, coordinatore dei dirigenti scolastici, dispone di poche notizie: «Giovedì (domani, ndr) avremo una conferenza di servizi con il provveditore e spero che arrivino indicazioni. Se sarà mantenuta questa linea, che al momento consente di vaccinare solo gli under 55, allora sono preoccupato perché la maggior parte del nostro corpo docente supera questa età».

Nel frattempo in alcune regioni è già partita la campagna vaccinale per il personale della scuola in base all’adeguamento del nuovo piano ministeriale che ha stabilito la contemporaneità fra le due fasi della campagna: quella destinata agli over 80 e quella per under 55 che appartengono a particolari categorie di lavoratori, come il personale scolastico. Anche Giampaolo Sabbioni, presidente della componente odontoiatrica dell’Ordine dei medici di Mantova, non nasconde malumore: «Ieri hanno iniziato a chiamare i primi colleghi odontoiatri under 55. Quelli come me che hanno i capelli bianchi restano in attesa di capire se e quando saranno convocati. Effettivamente tutto questo appare bizzarro». I dentisti iscritti all’albo provinciale sono 299. 




 

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