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Poggio Rusco, l’ex amministratore dei due condomini condannato a 22 mesi

Il giudice riconosce solo l’appropriazione indebita e cassa l'accusa di truffa. Pena sospesa se pagherà spese e 6mila euro alle parti civili

POGGIO RUSCO. Un anno e 10 mesi. Sandro Ghidini, l’ex amministratore 57enne di Poggio Rusco trascinato in tribunale da alcuni condomini di Poggio Rusco e Schivenoglia è stato condannato ieri dal giudice Chiara Comunale per appropriazione indebita. Cassata l’accusa di truffa portata avanti dalla Procura. Ghidini era stato sommerso da una valanga di denunce: la procura aveva riunito in un unico fascicolo le pesanti contestazioni che cinque diversi avvocati hanno inoltrato per conto di undici condomini sparsi in tutto il Basso Mantovano. Più precisamente a Ostiglia, Schivenoglia, Sustinente, Villa Poma, Poggio Rusco, ma anche Mantova e Mirandola, in provincia di Modena

Alla fine si sono costituiti come parti civili il condominio Matteotti di Schivenoglia, con l’avvocato Sebastiano Formigoni e l’avvocato Pierpaolo Papini e la moglie, abitanti nel condominio Gianluigi di Poggio Rusco, rappresentati da Maria Pia Malagutti. Al pagamento delle provvisionali di 100 0 euro per i Papini e di 500mila per il condominio Matteotti, a cui si devono aggiungere 600 euro di multa e le spese processuali, è subordinata la sospensione condizionale della pena. Un processo nato monco, che non ha potuto avvalersi della maggior parte dei testimoni, perché il pubblico ministero che si occupò delle indagini non aveva depositato in cancelleria la lista dei testi d’accusa (una cinquantina) e quindi questi non sono stati mai sentiti. Hanno potuto raccontare le loro versioni soltanto i testimoni della difesa e delle due parti civili. Per quanto riguarda il condominio Gianluigi di Poggio Rusco l’accusa per Ghidini, amministratore dal 2010 al 2014, era quella di essersi impossessato di 500mila euro dalle casse.


Un ex inquilino davanti al giudice non aveva riconosciuto la sua firma sulla delibera condominiale che autorizzava l’accensione di un mutuo per lavori di ristrutturazione del fabbricato. Non solo. Aveva anche chiaritoche in quell’occasione i condomini avevano deciso di fare singolarmente la richiesta di mutuo in relazione alle quote possedute

Il Matteotti di Schivenoglia invece accusava l’ex amministratore di aver falsificato un verbale di assemblea condominiale per un importo di 31mila euro. I funzionari di un’altra Banca Popolare sarebbero quindi caduti in errore e avrebbero concesso la somma richiesta. Ma complessivamente, secondo l’indagine promossa dalla Guardia di finanza, Ghidini si sarebbe impossessato di oltre un milione di euro. 


 

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