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Ore 8: ad Asola prima lezione con la lavagna touch

Prima campanella nella nuova sede dell’istituto Falcone Per sette classi la didattica a distanza è solo un ricordo

Luca Cremonesi
1 minuto di lettura

ASOLA. Buona la prima, si potrebbe commentare ricorrendo ad un’espressione cara al cinema, a proposito del primo ingresso di studenti e e studentesse nella nuova sede dell’istituto superiore Giovanni Falcone. Di fatto una vera e propria nuova scuola, sistemata da un privato e affittata dalla Provincia (al costo di 60mila euro annui) e dal Comune di Asola (12mila). Sette aule in più per la scuola diretta da Giordano Pachera per i prossimi sei anni (ma l’accordo si può estendere per altri due).

Asola, l'istituto superiore Falcone inaugura sette nuove aule



Oltre agli alunni, che sono entrati nelle nuove aule accompagnati dai docenti della prima ora, sono arrivati nella nuova struttura anche i bus. Le linee che arrivano da Mantova possono entrare e scaricare le persone nel piazzale per poi proseguire verso le altre fermate, mentre chi scende vicino alle altre scuole può contare su una navetta.

Pachera ha fatto da padrone di casa, spiegando, assieme al personale della scuola, le novità di questa struttura: «Abbiamo aule ampie e qui sono arrivate le classi del corso di studi in Scienze Umane perché non hanno bisogno dei laboratori che, invece, restano a disposizione nella vecchia sede». Per quanto riguarda la palestra, Pachera spiega che «nel caso si utilizzi la nostra, e cioè quella all’interno del plesso, si potrà raggiungere a piedi o con la navetta, mentre la navetta verrà utilizzata naturalmente per andare nelle strutture del centro sportivo».

Una scuola nuova, a tutti gli effetti, dove il comfort si unisce alla tecnologia: «Tutte le aule sono dotate di lavagne touch, collegamenti wi-fi e riscaldamento ed impianto di refrigerazione con riciclo di aria. Ottimo l’impatto per gli studenti che, su invito del preside, hanno ora il compito di far vivere questa nuova sede e di curarla «perché qui ci sono gli sforzi di tutti, della nostra comunità, delle nostre tasse, degli amministratori che ci hanno creduto, e del titolare della struttura che ha realizzato una scuola bella e funzionale».

Le sette aule permettono a tutto il corso di studi di Scienze Umane di tornare, finalmente, in classe al 100% dopo un anno di calvario. Per questi 150 ragazzi e ragazze la Dad, cioè la didattica da casa, al 50% è finita (sempre che non ci siano casi di positività al Covid e di necessità di isolamento). Restano, invece, smezzate le altre classi del Falcone che, però, hanno potuto essere ridistribuite nella vecchia sede, permettendo di liberare i laboratori che nella prima parte dell’anno erano usati come aule. —


 

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