Corneliani Mantova entra nella fase decisiva, Boglione: «Terminate le verifiche»

Il team di BasicNet lascia via Panizza dopo quindici giorni: valutazioni entro la prossima settimana 

MANTOVA. Aveva detto che il suo team avrebbe avuto bisogno di un paio di settimane per terminare approfondimenti e verifiche. E così è stato: arrivata in via Panizza il 5 febbraio, la squadra di BasicNet ha lasciato nei giorni scorsi la palazzina uffici della Corneliani. Lavoro finito, almeno per ora. A confermarlo alla Gazzetta è lo stesso presidente del gruppo torinese Marco Boglione: «Con la giornata di mercoledì  17 febbraio – ci dice – abbiamo terminato la due diligence ed entro la prossima settimana ne completeremo la valutazioni con l’azienda». Ed è proprio di mercoledì 17 la sua ultima visita in fabbrica dove è stato visto arrivare nel primo pomeriggio per una riunione di un paio d’ore con i vertici della società. Impossibile al momento strappargli qualcosa di più su quelle riserve forse ancora da sciogliere così come sulla possibilità che ci sia davvero un’offerta per la casa di moda entro i tempi stabiliti dal tribunale.

Tempi che ormai sono sempre più stretti e lo saranno ancora di più fra una settimana, vista la nuova scadenza fissata da Boglione per le ultime interlocuzioni con l’azienda. 5 marzo: è questa la deadline, fissata ancora il 27 gennaio al tavolo di crisi del ministero dello sviluppo economico, dal commissario giudiziale Luca Gasparini. Un’eventuale offerta «vincolante, cauzionata e garantita» dovrà essere depositata entro quella data perché ci sia il tempo utile alla predisposizione di un piano di concordato in continuità che sblocchi l’ingresso nel capitale del Mise con i dieci milioni garantiti dal Fondo ministeriale per le crisi d’impresa. Piano che a sua volta dovrà essere presentato in Tribunale non oltre il 15 aprile così come stabilito nell’ultima e inderogabile proroga di novanta giorni ottenuta grazie all’ennesima battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori per poter continuare a cucire gli abiti Corneliani, per salvare la loro azienda e con lei 474 posti di lavoro solo nello stabilimento di Mantova.


La vertenza Corneliani sta quindi per entrare nei giorni decisivi mentre si attende anche una nuova data per il tavolo di crisi al Mise: programmato per il 15 febbraio, poi congelato alla luce della crisi di governo, verrà convocato non appena saranno nominati i nuovi sottosegretari.

Intanto in fabbrica si è in piena fase di spedizione ai negozi della collezione primavera estate mentre continua la campagna ordini per i campionari del prossimo autunno inverno. Mentre le operaie, a casa in casa integrazione Covid per il programmato “scarico produttivo” imposto dall’emergenza, aspettano. Ancora.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi