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La pediatria di Asola verso la riapertura

È chiusa da un anno per fare spazio ai letti Covid. Il direttore Pajola: «Spero intorno a Pasqua, dipende dalla pandemia». Chiesto all'Ats di autorizzare il punto vaccinazioni a Bozzolo per gli over 80enni   

ASOLA. Uno spiraglio sulla riapertura della pediatria dell’ospedale di Asola, chiusa da marzo dell’anno scorso a causa della pandemia, e la richiesta di poter attivare un polo di vaccinazioni per gli ultra 80enni anche a Bozzolo.

Ieri mattina il dottor Fabio Pajola, direttore di presidio di Asola, Bozzolo e Viadana, nel corso della consueta diretta settimanale sul profilo Facebook dell’Asst, ha fatto il punto della situazione sui tre ospedali che coordina. Al suo fianco il direttore generale dell’Asst Raffaello Stradoni.


La prima notizia è la possibile riapertura dell’unità operativa di Pediatria di Asola appena dopo Pasqua. «Una possibilità – ha sottolineato Pajola – che deve però tener conto dell’andamento della pandemia. Noi siamo pronti a ripartire, vediamo come saranno i numeri del Covid nei prossimi giorni». Ancora prematura, invece, la riapertura del punto nascita, chiuso all’epoca della prima ondata per far posto ai letti Covid. «I professionisti hanno continuato a lavorare con altre mansioni legate alla pandemia – aggiunge il direttore di presidio – ma abbiamo sempre proseguito l’attività ambulatoriale pediatria, ad esempio, attraverso le ecografie che vengono eseguite al di fuori del presidio ospedaliero».

Altro tema caldo affrontato durante la diretta su Fb è la vaccinazione degli ultra 80enni a Bozzolo. E a sorpresa Pajola rivolgendosi a Stradoni ha chiesto la sua intercessione presso l’Ats Val Padana affinché autorizzino un polo vaccinale anche per Bozzolo. Attualmente infatti le vaccinazioni per gli over 80 sono al Poma, ad Asola e a Pieve di Coriano. «Mi farò carico della richiesta – ha detto il direttore generale – e sono sicuro che nel giro di un paio di settimane si potrà partire anche a Bozzolo andando incontro alle esigenze della popolazione anziana di quella zona».

Mentre si attende l’autorizzazione dell’Ats , a Bozzolo hanno già individuato un possibile presidio in cui vaccinare gli over 80: gli spazi del laboratorio di analisi in orari diversificati rispetto ai prelievi. Sarebbero già pronti due infermieri e un medico per vaccinare almeno un centinaio di persone al giorno.

Il dottor Pajola ha poi riservato parole di elogio a tutto il personale medico e infermieristico. «Grazie alla loro abnegazione siamo riusciti a ripartire ad Asola con il day surgery chirurgico, ovviamente con tutte le procedure di sicurezza anti Covid e i controlli prima di accedere ai servizi».

Via libera quindi per i pazienti di oculistica, otorinolaringoiatria, maxillo-facciale, vascolare, chirurgia generale e ortopedia, con il personale che arriva dall’ospedale di Mantova e che offre gli specialisti per gli interventi di chirurgia programmata in totale sicurezza.

Sul fronte prettamente Covid, il direttore di presidio ha sottolineato che prosegue l’attività ospedaliera per assistere i pazienti colpiti dal coronavirus. «Nelle degenze di area medica abbiamo ancora pazienti con patologie respiratorie. Prosegue anche a ritmo serrato l’attività di ricerca dei casi positivi attraverso i tamponi al drive through, un presidio, ci tengo a dirlo, messo in piedi senza oneri per l’Asst grazie alla donazione di una tensostruttura da parte di una ditta di Ceresara. Per quanto riguarda invece l’attività di vaccinazione, ormai da due settimane ad Asola stiamo vaccinando i nostri dipendenti e da oggi anche la categoria degli ultra 80enni».

Un aggiornamento anche sull’ospedale di Bozzolo, struttura di riabilitazione con un reparto pulito e due di cure sub acute Covid e pulito. Proseguono in modo spedito anche i lavori del Pot dove si avvicendano 10 medici di base: «E sono in fase avanzata» ha aggiunto Pajola.

Infine Viadana, ospedale sul quale sono stati fatti investimenti: «Oggi – sottolinea il direttore di presidio – è reparto sub acuti Covid e diventerà ospedale di comunità appena terminerà l’emergenza sanitaria». Recentemente è stata inaugurata la struttura di Spdc (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) territoriale. 


 

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