La proposta per il Po: pannelli fotovoltaici nelle cave dismesse

Presentato un manifesto d’intesa per l’ambiente: «Si potrà produrre energia al 100 per cento verde»

PARMA. L’Autorità distrettuale del fiume Po ha presentato il Manifesto d’intesa per l’ambiente “Non c’è più tempo”. Il documento raccoglie una serie di indirizzi in difesa dell’ambiente e a tutela della sostenibilità. Tra le proposte: utilizzare le cave dismesse lungo il corso del fiume come base per l’installazione di superfici galleggianti da adibire alla posa di pannelli fotovoltaici.

«In questo modo - assicurano dall’Autorità di bacino - sarà possibile produrre energia 100 per cento “verde”, da scambiare sul posto con imprese altamente “energivore”, evitando così di bruciare gas fossile e inquinare l’ambiente padano, già pesantemente sotto stress». Il bacino idrografico del Po si estende su gran parte dell’Italia settentrionale, ma anche su porzioni di territorio francese e svizzero, per una superficie complessiva di 87mila chilometri quadrati. L’Autorità di bacino, che ha sede a Parma, è un ente pubblico, costituito tra Stato e Regioni, cui principale finalità è facilitare intese e concertazioni sulle scelte di pianificazione, così da superare la frammentazione istituzionale e territoriale.

Con la presentazione del Manifesto, «l’ente – spiega il segretario generale Meuccio Berselli - si impegna a portare avanti una nuova visione nella pianificazione e nel recepimento delle direttive comunitarie, perseguendo scelte anche audaci per offrire un futuro a noi e a chi verrà dopo di noi. L’attività di coordinamento svolta dall’Autorità punterà a promuovere e facilitare l’introduzione di tecniche nuove e concetti innovativi».

La strategia di intervento dovrà essere “aggressiva”: «La qualità dell’aria della Pianura Padana - sottolinea Berselli - è pessima». Tra le proposte elencate nel Manifesto: «Investire nel miglioramento della qualità delle acque mediante la realizzazione di fitodepuratori; introdurre modifiche nelle modalità di manutenzione del sistema delle bonifiche; programmare la messa a dimora sulle rive dei canali di piante ed essenze in grado di immagazzinare CO2; promuovere l’uso commerciale della nostra principale via d’acqua, così da ridurre gli impatti legati alla logistica, ai costi legati alle manutenzioni stradali, alla sicurezza ambientale e stradale dei territori».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Il ministro alla Corneliani: «I lavoratori qui hanno una passione unica, sembra una famiglia»

La guida allo shopping del Gruppo Gedi