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Un pallone e una maglia sulla bara di Alan. La compagna: «Eri un papà meraviglioso»

Nel Modenese i funerali dell’ex portiere della Poggese e di tante altre squadre morto in un incidente stradale. Il fratello: ora gioca con gli angeli

SAN GIACOMO DELLE SEGNATE. Dolore e tanta commozione, stamattina (19 febbraio), per l’addio ad Alan Fava, il 39enne morto in un tragico incidente. Il suo sogno di una nuova vita a San Giacomo delle Segnate si è infranto sulla provinciale 7 a Vallalta nel giorno di San Valentino. Tanti i giovani presenti ai funerali svoltisi nella chiesa parrocchiale di Concordia nel Modenese. La messa è stata celebrata da don Luca Baraldi. La bara è stata portata a spalla dagli addetti delle onoranze funebri Concordia in segno di vicinanza a Matteo Fava, fratello della vittima, che lavora proprio per l’impresa di pompe funebri.



Per le norme anti-Covid molta gente è stata costretta a seguire la messa sul sagrato della chiesa. Sulla bara ornata di strass, coperta di rose bianche, un pallone, la maglia biancazzurra della Poggese e la maglia gialla con la quale ha giocato nel ruolo di portiere per due stagioni.

«Avete deposto sulla bara di Alan un pallone. Quanti ne avrà parati nella sua vita! – ha detto don Baraldi nella sua omelia – Il pallone ci ricorda anche come la nostra esistenza sia difficilmente afferrabile. Alan nel suo impegno di papà, di figlio, di fratello ha mostrato il suo desiderio di prendersi cura delle vostre vite, degli affetti e dei legami».

Prima del rito dell’acqua e dell’incenso, la compagna Serena e il fratello Mattia hanno dedicato ad Alan un proprio pensiero che ha commosso tutti e che è stato accolto con un grande applauso: «Eri una persona piena di risorse e di sorprese – ha detto la compagna – eri un personaggio un po’ scomodo con cui discutere dentro e fuori dal campo, ma sapevi essere un amico. Eri un papà meraviglioso e presente. Quel papà che io avrei sempre voluto avere. Eri come un fratello per me oltre a essere il padre di mia figlia, ma non sono pronta a lasciarti andare. Ciao papi, accudirò la tua piccola principessa».

E il fratello Mattia ha aggiunto: «Ciao Tato, sei voluto uscire dal campo di gioco proprio nella festa degli innamorati. Eri il papà che qualsiasi figlio avrebbe voluto avere. Ora scappa a giocare a calcetto con gli angeli che ti stanno aspettando: sarai il portiere numero 1 anche lassù». Finita la messa, il carro funebre ha sostato sul sagrato e nell’aria il brano “La nuova stella di Broadway” di Cesare Cremonini.

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